Notizie Radiocor

Man Group: il boom dei bond AI deve fare i conti con un problema energetico - PAROLA AL MERCATO

di Jon Lahraoui* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 mag - Lo scorso novembre abbiamo sostenuto che, in qualita' di investitori obbligazionari, non condividevamo appieno l'entusiasmo per l'IA, segnalando come potenziali rischi chiave la disponibilita' di energia e l'imminente eccesso di offerta. A distanza di cinque mesi, tali preoccupazioni si sono soltanto rafforzate. Il boom delle infrastrutture per l'IA e' proseguito a ritmo sostenuto anche se l'attenzione si e' spostata sul Golfo. Il debito emesso dagli hyperscaler (Amazon, Microsoft, Meta, Alphabet e Oracle) ammonta ora a quasi il 4% dell'indice delle obbligazioni societarie Investment Grade (IG) statunitensi. Potrebbe non sembrare molto, dato che all'inizio del 2015 era inferiore all'1%, ma rappresenta un marcato aumento del volume dei loro prestiti.

Per la cronaca, non ci aspettiamo di raggiungere i livelli di concentrazione del 20% osservati nell'S&P 500.

Spread piu' ampi, ma ancora non abbastanza Il mercato sta pero' gia' risentendo del peso di questa offerta. Secondo ICE Data Indices, da settembre gli spread degli hyperscaler con rating A e superiore si sono ampliati tra i 14 e i 29 punti base (pb), rispetto ai soli 4 pb registrati dal mercato in generale. A nostro avviso, questo e' dovuto all'eccesso di emissioni e alle crescenti preoccupazioni relative ai ritardi nell'attivita' di costruzione delle infrastrutture per l'IA, alimentate dalla crescente carenza di manodopera, dall'aumento delle reazioni negative da parte dell'opinione pubblica e dall'intervento normativo.

Nonostante questo ampliamento, tali spread non ci sembrano ancora interessanti. Si tratta, in linea generale, dei bond dell'IA piu' sicuri e stabili nel segmento IG, ma gli spread non sono ancora a livelli sufficienti a compensare adeguatamente i rischi infrastrutturali futuri.

Secondo le proiezioni dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) , circa la meta' dell'energia elettrica dei data center proviene ancora dai combustibili fossili. Con lo Stretto di Hormuz non ancora completamente aperto, questo fa aumentare il costo dell'espansione dell'IA proprio nel momento in cui la domanda e' in forte crescita. L'AIE prevede che il mix energetico si spostera' verso l'energia pulita nel prossimo decennio, ma questa transizione potrebbe richiedere anni. Nel frattempo, la spesa in conto capitale delle cinque maggiori aziende tecnologiche e' salita a oltre 400 miliardi di dollari nel 2025 ed e' destinata ad aumentare di un ulteriore 75% nel 2026. La domanda di elettricita' dei data center e' aumentata del 17% lo scorso anno, superando di gran lunga la crescita del 3% della domanda globale di elettricita', e l'IEA prevede che raddoppi entro il 2030.

*Client Portfolio Manager, Discretionary Credit presso Man Group.

Red-

(RADIOCOR) 09-05-26 13:36:41 (0264) 5 NNNN

 
Titoli citati nella notizia
Nome Prezzo Ultimo Contratto Var % Ora Min oggi Max oggi Apertura
Microsoft Corp 348,00 -1,50 16.32.57 345,20 351,75 350,70
Oracle 163,76 -1,87 16.32.04 161,52 165,56 164,96


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.