Julius Baer: strategia azionaria nei mercati emergenti - PAROLA AL MERCATO
di Nenad Dinic* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 5 apr - Nonostante i crescenti rischi macroeconomici derivanti dall'aumento dei prezzi dell'energia e dall'inasprimento delle condizioni finanziarie, i fondamentali dei titoli azionari dei Mercati Emergenti non hanno subito un deterioramento. Manteniamo una posizione di sovrappeso su questa asset class grazie alle solide aspettative sugli utili, alle prospettive di indebolimento del dollaro statunitense e al potenziale di rialzo strutturale derivante dal ciclo di investimenti in conto capitale trainato dall'intelligenza artificiale.
I titoli azionari dei Mercati Emergenti (EM) a livello globale hanno dato prova di notevole resilienza dallo scoppio della guerra in Iran. Nonostante i deflussi cumulativi di capitali esteri pari a 66 miliardi di dollari dai titoli azionari dei Mercati Emergenti (esclusa la Cina), l'indice MSCI EM ha sottoperformato l'indice MSCI World di soli 250 punti base a marzo (-10,6% contro -8,1% in termini di dollari) e ha sovraperformato l'SMI (-12,4%) e lo STOXX 600 (-11,2%). Il ribasso implicito nella sensibilita' del mercato (beta) sembra molto meno grave di quanto suggerirebbe il clima di avversione al rischio. La maggior parte dell'aggiustamento finora riflette un piu' ampio sentiment di rischio piuttosto che un deterioramento dei fondamentali. Le revisioni degli utili sono rimaste stabili o leggermente positive dall'inizio della guerra, il che conferma che i potenziali impatti diretti sugli utili o sui margini societari non sono ancora visibili. I principali canali di trasmissione sono stati invece l'aumento dei prezzi dell'energia e le condizioni finanziarie piu' restrittive.
Guardando al futuro, manteniamo la nostra posizione di sovrappeso sui titoli azionari dei Mercati Emergenti rispetto a quelli dei mercati sviluppati. Lo scenario di base dei nostri economisti (probabilita' del 70%) ipotizza che il petrolio raggiunga un picco intorno ai 110 dollari statunitensi al barile con un impatto macroeconomico limitato, sulla base dell'aspettativa che l'ondata di attacchi iraniani si attenui rispetto alla prima settimana.
Questo contesto rimane favorevole per gli asset ad alto rischio nei prossimi mesi. La nostra tesi rialzista, che ci ha portato a rivalutare al rialzo la classe di attivita' azionaria dei Mercati Emergenti nel 2025, rimane invariata.
In primo luogo, continuiamo a prevedere una crescita significativa degli utili per il 2026 in tutte le regioni dei Mercati Emergenti, senza alcuna evidenza di revisioni al ribasso nei mercati chiave. In secondo luogo, il nostro team di economisti prevede un indebolimento del dollaro statunitense, con un deprezzamento di circa l'8% rispetto ai livelli attuali, e si aspetta che la Fed proceda a due tagli dei tassi di 25 punti base quest'anno. In terzo luogo, vediamo un ulteriore potenziale di rialzo per le azioni dei EM derivante dall'attuale ciclo di investimenti guidato dall'intelligenza artificiale, con i mercati asiatici fortemente integrati nella catena di approvvigionamento.
*Equity Strategy Research, Julius Baer "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.
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(RADIOCOR) 05-04-26 13:56:01 (0267) 5 NNNN