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Julius Baer: oro e argento, ritorno al rendimento reale? - PAROLA AL MERCATO

di Carsten Menke * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 mag - Dall'inizio della guerra in Iran, i prezzi dell'oro si stanno muovendo maggiormente in sintonia con il dollaro statunitense e con i rendimenti obbligazionari Usa. Piu' che interpretarlo come un ritorno al regime guidato dai rendimenti precedente al 2022, ci aspettiamo che l'attenzione torni a concentrarsi su quei fattori csui fattori che hanno determinato la serie di record registrati dopo il 2022. Gli acquisti delle banche centrali restano la forza strutturale piu' importante nel mercato dell'oro e la domanda di investimento del mondo occidentale dovrebbe tornare a crescere una volta ristabilite chiarezza e fiducia sulla politica monetaria statunitense. Nel complesso, continuiamo a vedere un contesto fondamentale favorevole, anche se la volatilita' e' destinata a rimanere elevata finche' durera' la guerra. Manteniamo una view constructive sull'oro, neutral sull'argento e reiteriamo la nostra posizione long nel rapporto oro/argento.

Dall'inizio della guerra in Iran, i prezzi dell'oro si stanno muovendo maggiormente in sintonia con il dollaro statunitense e con i rendimenti obbligazionari USA. In particolare, la relazione con i rendimenti reali delle obbligazioni statunitensi sembra essersi nuovamente rafforzata, come dimostrato dal calo dei prezzi degli ultimi giorni. Questo riporta alla mente il periodo precedente al 2022, quando molti operatori del mercato dell'oro lo consideravano principalmente un derivato del mercato obbligazionario statunitense. Sebbene cio' sia degno di nota, non crediamo che questa riconnessione segni un ritorno al vecchio regime del mercato dell'oro. Lo stato attuale del mercato fisico dell'oro suggerisce che l'attenzione dovrebbe tornare a concentrarsi sui fattori che hanno guidato il rally record post-2022: gli acquisti delle banche centrali e la domanda di investimento del mondo occidentale. Continuiamo a considerare gli acquisti delle banche centrali come la forza strutturale piu' rilevante nel mercato dell'oro. Riflettendo il desiderio delle economie emergenti di essere meno dipendenti dal dollaro statunitense come valuta di riserva, nonche' una quota di oro nelle loro riserve inferiore alla media, gli acquisti dovrebbero proseguire per altri tre-cinque anni.

Tuttavia, cio' non deve essere interpretato come una dedollarizzazione diffusa. Il dollaro statunitense rimane un elemento chiave delle riserve delle banche centrali. Ci aspettiamo inoltre che la domanda di investimento del mondo occidentale torni a crescere una volta ristabilite chiarezza e fiducia sulla politica monetaria statunitense. Sebbene prevediamo meno tagli dei tassi rispetto a prima dell'inizio della guerra - riflesso di un'economia statunitense piu' resiliente - l'allentamento monetario dovrebbe riprendere e il dollaro Usa dovrebbe indebolirsi. Un dollaro statunitense piu' debole rappresenta un altro fattore positivo per l'oro e, a nostro avviso, non e' necessario che si verifichi uno scenario di svalutazione del dollaro affinche' il rialzo dell'oro riprenda. Nel complesso, continuiamo a vedere un contesto fondamentale favorevole per l'oro e manteniamo una view constructive. Detto cio', la volatilita' e' destinata a rimanere elevata finche' durera' la guerra. Il mercato dell'oro fatica a prezzare correttamente questo scenario, poiche' i potenziali fattori favorevoli derivanti dal conflitto sono compensati dai fattori contrari legati a un dollaro statunitense piu' forte, a rendimenti obbligazionari Usa piu' elevati e alle persistenti preoccupazioni per una politica monetaria meno espansiva. Nel frattempo, l'argento si sta nuovamente muovendo nella scia dell'oro, dimostrando ancora una volta la sua elevata sensibilita' al dollaro statunitense, ai rendimenti obbligazionari Usa e alla domanda di investimento. La nostra view sull'argento rimane neutral e reiteriamo la nostra posizione long nel rapporto oro/argento.

* Head Next Generation Research, Julius Baer "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 23-05-26 14:15:33 (0320) 5 NNNN

 


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