J. Safra Sarasin: GCC, quest'anno prevista recessione nella maggior parte dei paesi - PAROLA AL MERCATO
di Mali Chivakul* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 3 mag - La guerra in Medio Oriente ha gia' avuto un impatto evidente sui Paesi del Golfo. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato un forte calo delle esportazioni e della produzione di petrolio greggio, mentre i danni alle infrastrutture energetiche hanno ulteriormente ridotto la produzione di petrolio e gas. A marzo, la produzione petrolifera in Kuwait era inferiore di oltre il 50% rispetto al livello di febbraio. Il calo registrato dagli Emirati Arabi Uniti e' stato di circa il 40%, mentre l'Arabia Saudita ha registrato una flessione piu' contenuta, pari al 23%, grazie alla possibilita' di utilizzare l'oleodotto East-West e alla sua ampia capacita' di stoccaggio del petrolio. Secondo fonti giornalistiche, la riduzione registrata dal Bahrein e dal Qatar e' stata simile a quella del Kuwait. L'Oman sarebbe stato il Paese meno colpito.
Al di la' della chiusura dello stretto, i danni alle infrastrutture per la produzione di gas in Qatar comportano anche una significativa riduzione della produzione di gas, che, secondo le autorita' qatariote, richiedera' 5 anni per tornare alla normalita'. L'indice PMI del Qatar a marzo ha registrato un calo significativo rispetto a quello degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Saudita. Sia il Qatar che il Kuwait presentano la quota piu' elevata del settore petrolifero e del gas sul PIL. Non sorprende che, secondo il FMI, quest'anno i due paesi dovrebbero registrare la peggiore recessione. Riteniamo che le proiezioni del FMI siano piuttosto ottimistiche, poiche' l'interruzione dell'approvvigionamento non ha interessato solo il settore petrolifero e del gas. Anche altri settori che dipendono dalle importazioni sono stati colpiti, poiche' le navi da carico e i container hanno attraversato lo stretto solo sporadicamente. Il settore dei servizi, come il turismo e le compagnie aeree, probabilmente non si riprendera' rapidamente, il che ci porta ad essere piu' pessimisti del FMI sulle previsioni sul PIL per l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.
L'Oman si e' rivelato il Paese piu' resiliente grazie alla sua neutralita' nella regione. Le sue infrastrutture energetiche non hanno subito danni da parte dell'Iran. Dal punto di vista geografico, gode inoltre di un vantaggio rispetto a Bahrein, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, poiche' dispone di porti sul Mar Arabico. La produzione e le esportazioni di petrolio dall'Oman proseguono senza interruzioni.
I paesi del CCG mantengono una buona tenuta sul fronte esterno. Sia le esportazioni che le importazioni hanno subito un forte calo, ma tutti i paesi continuano a disporre di riserve stabili, essendo riusciti a ottenere finanziamenti sul mercato privato. Il Financial Times ha riportato che Abu Dhabi, il Qatar e il Kuwait hanno raccolto complessivamente circa 10 miliardi di dollari tramite collocamenti privati di obbligazioni in dollari statunitensi. La posizione esterna e fiscale del Bahrein appare la piu' debole, ma gli altri paesi del CCG fungeranno probabilmente da creditori di ultima istanza per il Bahrein. Il Bahrein si e' infatti rivolto agli Emirati Arabi Uniti, assicurandosi uno swap da 5,4 miliardi di dollari con gli Emirati Arabi Uniti all'inizio di aprile.
Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, gli spread creditizi si sono ridotti rispetto ai massimi raggiunti a marzo durante l'escalation del conflitto. L'evidente resilienza dell'Oman e' stata riconosciuta dal mercato, dato che i suoi spread sovrani si sono ridotti da 126 punti base al culmine della guerra a 88 punti base, un livello molto inferiore a quello di febbraio e pressoche' pari a quello dell'Arabia Saudita, nonostante il suo rating creditizio sia nettamente inferiore (BBB- contro A+). Gli spread dell'Arabia Saudita sono tornati al livello prebellico. Anche gli spread del Bahrein sono scesi da 340 punti base a 232 punti base, avvicinandosi al livello medio di febbraio. Lo swap con gli Emirati Arabi Uniti ha rafforzato la fiducia degli investitori sul fatto che il CCG continuera' a sostenere il suo membro piu' debole nel breve termine.
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(RADIOCOR) 03-05-26 12:58:41 (0196) 5 NNNN