J. Safra Sarasin: conflitto in M.O., settori europei che potrebbero mostrare resilienza - PAROLA AL MERCATO
di Daniel Lurch* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 mar - Il conflitto in Medio Oriente e un eventuale shock petrolifero potrebbero favorire nel breve termine il settore minerario e metallurgico europeo. L'alluminio rappresenta un caso a se' stante. Il Medio Oriente rappresenta l'8-9% della produzione mondiale, con Qatar, Emirati Arabi Uniti e Bahrein tra i principali produttori. Poiche' gli impianti di fusione dipendono da un approvvigionamento stabile di gas, da allumina importata e da rotte di esportazione aperte, qualsiasi interruzione nello Stretto di Hormuz potrebbe causare una contrazione dell'offerta. Il riavvio della capacita' inattiva, stimata in quasi 1 milione di tonnellate in Europa, potrebbe richiedere dai 6 ai 12 mesi, il che andrebbe a vantaggio dei produttori europei. Cio' potrebbe limitare una risposta rapida dell'offerta, oltre alle possibili chiusure di impianti in Medio Oriente.
Anche il rame potrebbe beneficiare di un sostegno ai prezzi.
Le miniere nella Repubblica Democratica del Congo e in Zambia dipendono in parte dallo zolfo importato per la produzione di acido solforico, un agente di lisciviazione fondamentale nella lavorazione dei minerali ossidati. Il Medio Oriente rappresenta circa il 20-25% della produzione mondiale di zolfo. I prezzi del rame potrebbero aumentare a causa di interruzioni nell'approvvigionamento, favorendo le societa' minerarie europee diversificate.
Un altro settore che potrebbe trarne vantaggio e' quello dei fertilizzanti. L'Iran e i Paesi del Golfo sono tra i principali esportatori di ammoniaca e urea. L'aumento dei prezzi del gas - un fattore di costo fondamentale che incide per circa il 70-80% sul costo di produzione dell'ammoniaca - e le difficolta' logistiche potrebbero ridurre le esportazioni e migliorare i margini dei produttori europei.
Nel lungo periodo, cio' migliora le prospettive della domanda di oro. Nel breve termine, la forza del dollaro potrebbe pesare sui prezzi. Tuttavia, i rischi geopolitici tendono a spingere le banche centrali ad accelerare la diversificazione verso le riserve auree, con acquisti che negli ultimi anni hanno superato le 1.000 tonnellate all'anno.
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(RADIOCOR) 21-03-26 11:40:44 (0191) 5 NNNN