Invesco: mercati tra tensioni e negoziati Usa-Iran - PAROLA AL MERCATO
di Luca Simoncelli* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 mar - Le negoziazioni tra Stati Uniti e Iran sono iniziate, con la mediazione del Pakistan e il supporto di Egitto e Turchia, sebbene restino incerte le dinamiche di eventuali incontri diretti e il coinvolgimento dei principali rappresentanti. Il processo di negoziazione e' alimentato principalmente dall'aumento dei costi politici ed economici del conflitto per l'amministrazione americana, elemento che rende quindi piu' probabile un processo di negoziazione. Anche per l'Iran il rischio economico legato alla perdita di esportazioni petrolifere e di eventuali maggiori sanzioni renderebbe la situazione interna molto volatile e probabilmente insostenibile.
Il dispiegamento di truppe statunitensi sul terreno va probabilmente interpretato come una leva negoziale, la forza impiegata non e' di per se' sufficiente a esercitare una pressione militare significativa sull'Iran o controllare lo Stretto di Hormuz, potrebbe tuttavia aumentare la tensione sull'importante scalo dell'isola di Kharg.
Pur rimanendo un processo potenzialmente volatile, lo scenario centrale che i mercati sembrano scontare appare quello di un accordo che possa evitare un'escalation significativa. Entrata nella quinta settimana, la crisi inizia a lasciare segni concreti sul regime macroeconomico, le prime pressioni inflattive a livello globale si stanno infatti consolidando.
Le dinamiche sui mercati energetici passano da una situazione di crisi legata allo stallo nel flusso commerciale ad uno scenario in cui inizia un processo di erosione delle scorte per alcuni paesi; le tempistiche del traffico navale, logistica e ovviamente la durata del conflitto diventano ancora di piu' variabili chiave. Il rischio di vedere i livelli di stoccaggio ridursi in maniera significativa potrebbe portare a politiche di razionamento, prima nelle regioni del Sud Est Asiatico piu' vulnerabili e successivamente in Africa ed Europa. Le scelte di come utilizzare le riserve strategiche da parte delle diverse economie Asiatiche potranno risultare differenziate, ma i mercati piu' importanti di Cina e Giappone possono ancora contare su livelli di scorte importanti.
La sfida che si presenta alle banche centrali e' complicata, la bilancia dei rischi da gestire diventa molto delicata, da una parte la possibile trasmissione della crescente inflazione sulle componenti piu' core e dall'altra l'impatto negativo sulla crescita e la domanda aggregata. In settimana avremo gli interventi pubblici sia di Powell che del presidente della Fed di New York Williams che potranno aiutarci ad interpretare la strategia Fed in un contesto ancora molto incerto, dove sia la probabilita' di inflazione che possa arrivare vicina al 4% che di un tasso di disoccupazione in aumento al 5% sono entrambe plausibili.
*Investment Strategist di Invesco.
Red-
(RADIOCOR) 30-03-26 13:38:34 (0323) 5 NNNN