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Invesco: equilibri al limite, shock energia e tensioni da nuova guerra fredda - PAROLA AL MERCATO

di Luca Simoncelli* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 mar - L'equilibrio tra obiettivi del conflitto in Iran ed agenda di politica interna diventa sempre piu' precario di settimana in settimana per l'amministrazione americana, nel fine settimana si e' intravista una prima un'apertura verso la de-escalation delle ostilita'. La situazione rimane comunque altamente incerta e la tensione sui mercati aumenta sotto il peso della situazione attuale, le banche centrali ci hanno detto forte e chiaro che fare previsioni sullo scenario economico e' oggi praticamente impossibile.

Nel caso piu' avverso il perdurare della crisi energetica potrebbe fare emergere non solo il rischio inflazione ma uno scenario di recessione, con le informazioni a disposizione al momento le curve dei tassi vanno quindi a scontare una crescente probabilita' della prima eventualita' mentre i mercati azionari della seconda.

Le possibili restrizioni alle catene di approvvigionamento su altre materie prime e prodotti, come i fertilizzanti per i prodotti agricoli e quindi sui beni alimentari, o l'elio sulla produzione di semiconduttori in Corea e Taiwan, sono ulteriori elementi destabilizzanti che rientrano oggi nelle quotazioni dei mercati, la settimana scorsa il posizionamento degli investitori e' risultato infatti ulteriormente indebolito.

In questo contesto il manifesto dell'amministrazione americana vive un periodo di elevata incertezza, abbattere il costo della vita e quindi l'inflazione e ridurre il coinvolgimento americano in guerre ne erano i punti cardine; le implicazioni sulla politica economica del conflitto in Iran vanno in direzione opposta con il rialzo di benzina e diesel, dollaro e tassi sui mutui.

Il conflitto appare inoltre spostarsi su un piano che segue uno schema da guerra fredda, in cui l'Iran riesce a rispondere alla distruzione con minacce di distruzione reciproca soprattutto rispetto alle infrastrutture energetiche nei paesi del golfo. Le dinamiche di una de-escalation sono complicate, la tensione rimarra' alta ancora per piu' tempo ma i mercati finanziari hanno un chiaro punto focale nello Stretto di Hormuz, anche una marginale riapertura rimane la variabile chiave per tornare a scontare nei premi per il rischio quello scenario di resilienza economica ed una fase di espansione del ciclo che era il regime macroeconomico dominante.

*Investment Strategist di Invesco.

Red-

(RADIOCOR) 23-03-26 13:45:29 (0353) 5 NNNN

 


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