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ING: farmaci dimagranti, perche' potrebbero cambiare i consumi alimentari in Europa - PAROLA AL MERCATO

di Thijs Geijer * e Diederik Stadig** (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 5 mar - I farmaci dimagranti GLP-1 stanno emergendo come uno delle principali tendenze nel settore healthcare, con un mercato globale che dovrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2027 (dai circa 70 miliardi del 2025). Nonostante questa crescita, il loro impatto sui consumi alimentari in Europa e' ancora limitato: oggi li utilizza circa il 2% degli adulti (9-10 milioni di persone), anche se la diffusione e' destinata ad aumentare grazie all'introduzione di formulazioni orali (attese tra 2026 e 2027), alla maggiore concorrenza tra aziende farmaceutiche e alla possibile estensione dei rimborsi pubblici.

L'interesse per questi farmaci e' legato al loro ruolo nel contrasto a obesita' e diabete di tipo 2, problemi con rilevanti costi sociali ed economici. I GLP-1 si sono dimostrati efficaci (perdita di peso tra il 12% e il 22%), ma restano alcune incognite: circa il 50% degli utenti interrompe il trattamento entro un anno (per costi, effetti collaterali o raggiungimento degli obiettivi) e, secondo le evidenze attuali, il peso tende a essere recuperato nel tempo dopo la sospensione.

Dal punto di vista dei consumi, l'impatto nel breve termine e' marginale. I pazienti riducono l'apporto calorico del 15-20%, ma dato il basso tasso di adozione, l'effetto complessivo sulla domanda alimentare e' stimato intorno allo 0,25%. Di conseguenza, non si prevedono contrazioni significative nel 2026-2027. Tuttavia, alcune categorie risultano piu' esposte: snack salati, dolci, cioccolato e alcolici mostrano gia' segnali di riduzione della domanda nei mercati piu' avanzati, come gli Stati Uniti.

Nel medio-lungo periodo, l'impatto dipendera' da due variabili chiave: la persistenza degli effetti sul peso e sull'apporto calorico e l'ampiezza dei cambiamenti nei consumi tra categorie. Nello scenario piu' trasformativo, una diffusione piu' ampia dei GLP-1 potrebbe ridurre l'apporto calorico totale della popolazione del 2,5-3,5% entro il 2030, con effetti piu' marcati su specifici segmenti e potenziali problemi di sovraccapacita' produttiva. All'opposto, uno scenario di ridimensionamento dell'hype limiterebbe l'impatto a nicchie specifiche. E' probabile che l'evoluzione reale sia intermedia e differenziata tra Paesi europei, anche in funzione delle politiche sanitarie (gia' in evoluzione, ad esempio nel Regno Unito, Francia e Paesi Bassi).

Le aziende del settore Food & Beverage stanno gia' adattando le proprie strategie. Sul fronte prodotto, si punta su riformulazione, controllo delle porzioni, riduzione degli zuccheri e sviluppo di alternative piu' salutari o ad alto contenuto proteico, oltre alla premiumizzazione. In quest'ottica, la premiumizzazione si traduce in un'offerta orientata a prodotti di maggiore qualita' e valore percepito, pensati per intercettare un consumo piu' selettivo e consapevole, compensando cosi' eventuali cali dei volumi. Sul fronte marketing, l'attenzione resta concentrata sulla maggioranza dei consumatori non utilizzatori, ma cresce anche l'esigenza di riconquistare chi interrompe i trattamenti. A livello geografico, aumenta l'interesse verso mercati con minore diffusione dei GLP-1, pur considerando che l'arrivo di versioni generiche potrebbe accelerarne l'adozione anche nei Paesi emergenti.

In sintesi, i GLP-1 rappresentano una soluzione efficace a livello individuale e un potenziale driver di cambiamento nei consumi, ma nel breve termine il loro impatto resta contenuto. Nel medio periodo potrebbero esercitare una pressione strutturale su alcune categorie alimentari, senza pero' risolvere le cause profonde legate al sistema alimentare e agli stili di vita. Per le aziende, un adattamento graduale e' sufficiente nel breve, ma diventa cruciale integrare scenari piu' dirompenti nella pianificazione strategica.

*Senior Sector Economist, Food & Agri, ING **Senior Economist, Healthcare & Technology ING "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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