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Ing: Bce, le nostre attese per la riunione del 19 marzo - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 mar - Cosa significano le lezioni del passato per l'attuale reazione della Bce? Non dobbiamo dimenticare che l'errore di valutazione del 2022 e' rimasto impresso nella memoria istituzionale della Bce. Che sia giusto o meno tenerne conto, l'esperienza del 2022 plasmera' il pensiero attuale.

Certo, quello attuale non e' ancora un contesto come quello del 2022, poiche' si tratta principalmente di uno shock dei prezzi e non di uno shock dell'offerta; l'Europa non deve "rinunciare" a un singolo fornitore di energia. Inoltre, il mercato del lavoro non e' solido come lo era nel 2022, con transizioni strutturali e ulteriori aumenti salariali che sono in questo momento piuttosto improbabili. In piu', a differenza del 2022 l'economia non sta attraversando un boom post-lockdown e i governi sono meno propensi a fornire nuovi stimoli fiscali.

Nella congiuntura attuale, il rischio di una spirale salari-prezzi appare limitato. Tuttavia, in uno scenario di "guerra infinita" con un'interruzione prolungata dello Stretto di Hormuz, prezzi del petrolio superiori a 100 dollari al barile per diversi mesi e ripercussioni a catena sui trasporti, sui prezzi dei prodotti alimentari e, piu' in generale, sulle catene di approvvigionamento, e' probabile che la Bce forzi la mano e prenda in considerazione un aumento dei tassi. In tale scenario, uno o due aumenti simbolici dei tassi potrebbero essere sufficienti a prevenire eventuali effetti secondari e potrebbero rafforzare la credibilita' della Bce nella lotta all'inflazione.

Per la riunione della prossima settimana, non prevediamo alcuna variazione dei tassi. L'ultima tornata di proiezioni sara' meno rilevante del solito, essendo solo una delle tante variabili di input per la riunione. A chi importa di revisioni di inflazione o previsioni di crescita basate su modelli in punti percentuali se il prezzo del petrolio puo' salire di 30 dollari al barile in pochi minuti? La Bce, tuttavia, cerchera' di utilizzare il suo secondo strumento di politica monetaria piu' potente, le parole, per tenere a bada le aspettative di inflazione. Mostrarsi un po' piu' aggressivi, ad esempio affermando che la BCE e' pronta ad agire, sta monitorando la situazione con molta attenzione e non si asterra' da eventuali aumenti preventivi dei tassi, sembra il risultato piu' probabile. In questo contesto, non ci aspettiamo che Lagarde ripeta l'espressione "buona posizione". Ancora non c'e' motivo per lasciarsi prendere dal panico, ma allestire una panic room intorno alla buona posizione della Bce potrebbe non sembrare una cattiva idea in questo momento.

*Global Head of Macro di ING "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".

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(RADIOCOR) 14-03-26 12:46:18 (0261) 5 NNNN

 


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