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Gam: Gilt e Pil, il Regno Unito sta bene? - PAROLA AL MERCATO

di Julian Howard* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 giu - Riteniamo che la reazione del mercato dei titoli di Stato alle elezioni possa riflettere una questione di lunga data, in particolare la crescente percezione che la Gran Bretagna stia vivendo al di sopra delle proprie possibilita'. Il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo (PIL) si attesta ora a quasi il 94%, piu' o meno allo stesso livello registrato dall'inizio della pandemia e dalla risposta governativa, incredibilmente costosa, adottata all'epoca (da 310 a 410 miliardi di sterline1, secondo le stime ufficiali).

Analogamente, il deficit di bilancio del Regno Unito e' ora pari a quasi il 5% del PIL, inferiore al picco del 10% registrato dopo il 2008 e a quello del 15% raggiunto durante la pandemia, ma comunque superiore al periodo 2000-2007, quando raramente superava il 3%*. Ripetuti shock hanno costretto i governi che si sono succeduti a una spesa elevata, ma la questione non si esaurisce qui. La disoccupazione persistente e le malattie di lunga durata in alcuni settori della popolazione hanno portato a una spesa sociale insostenibile. Secondo il Dipartimento per il Lavoro e le Pensioni, solo questo dovrebbe costare ai contribuenti 337 miliardi di sterline2 nel 2025-26.

La disponibilita' degli investitori stranieri sta venendo meno.

Il mercato dei titoli di Stato britannici (gilts) rappresenta una fonte di finanziamento fondamentale per il Regno Unito e l'affidabilita' del governo britannico, percepita (fino a poco tempo fa) come solida, ha fatto si' che gli obbligazionisti internazionali fossero generalmente disposti ad acquistare il debito pubblico britannico in cambio dei rendimenti offerti. Tuttavia, mentre la Gran Bretagna ha dovuto fare i conti con un carico di debito crescente, il ruolo di questi finanziatori - che ora detengono quasi un terzo3 dei gilt in circolazione del Regno Unito - e' diventato sempre piu' importante. L'allora governatore della Banca d'Inghilterra, Mark Carney, osservo' nel 2016 la 'gentilezza degli estranei' disposti ad acquistare i gilt britannici quando questi stavano iniziando a riflettere meno il loro status letteralmente 'di prim'ordine'. Il governo Truss del 2022, di breve durata - nel corso del quale furono proposti drastici tagli fiscali non finanziati - vide esaurirsi la pazienza nei confronti del Regno Unito e i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni si avvicinarono al 4,5%*, poiche' gli investitori applicarono un premio di rischio a questa classe di attivita'.

I 'vigilantes' del mercato obbligazionario: mercati estremamente sensibili alla politica fiscale E' Probabile che qualsiasi sostituto del Primo Ministro Sir Keir Starmer sara' piu' disposto ad adottare un programma piu' ambizioso, che potrebbe aumentare ulteriormente la spesa pubblica. Cio' a sua volta suggerisce che il mercato dei titoli di Stato potrebbe continuare a fungere da barometro volatile della salute fiscale della Gran Bretagna, compromettendo potenzialmente il suo ruolo di fonte stabile di reddito e diversificazione fino a quando non verra' adottato un approccio piu' disciplinato, sia volontariamente da parte del governo, sia su insistenza del mercato obbligazionario che richiede rendimenti piu' elevati prima di acquistare titoli.

*Chief Multi-Asset Investment Strategist di GAM.

Red-

(RADIOCOR) 14-06-26 13:11:07 (0243) 5 NNNN

 


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