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Flossbach von Storch: l'intelligenza artificiale puo' affrontare la sfida climatica? -PAROLA AL MERCATO

di Theresa Eyerund* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 3 mag - 'Si puo' vedere l'era dei computer ovunque, tranne che nelle statistiche sulla produttivita'', cosi' nel 1987 l'economista e premio Nobel Robert Solow descrisse quello che allora era definito il 'paradosso della produttivita'' durante l'avvento dell'era informatica. Solow aveva notato che, nonostante la crescente diffusione dei computer e delle infrastrutture IT negli anni '80, la produttivita' lavorativa non aumentava come ci si aspettava. Solo a partire dalla fine degli anni '90, con l'emergere di internet, software migliori e adattamenti organizzativi, la produttivita' inizio' a migliorare in modo misurabile grazie alla tecnologia. Per questo motivo, molti economisti definiscono il periodo precedente come una 'fase paradossale', dovuta a complessi aggiustamenti che spiegano questo rallentamento e che possono essere considerati una fase di transizione.

Oggi, il dibattito si ripropone: l'IA portera' davvero a un aumento della produttivita'? In molte nazioni industrializzate, i miglioramenti in termini di produttivita' sono stati limitati. Nonostante cio', le grandi aziende tecnologiche statunitensi continuano ad annunciare l'espansione dei loro data center, investendo enormi somme di denaro (anche tramite finanziamenti sui mercati dei capitali). La convinzione nel valore sociale ed economico dell'IA rimane intatta. Paradossalmente, rimane anche la fiducia delle aziende tecnologiche nel poter raggiungere i loro ambiziosi obiettivi climatici, nonostante l'espansione dell'IA. Ne' Alphabet, ne' Meta, ne' Microsoft, ne' Apple hanno utilizzato il periodo sotto la presidenza di Donald Trump, politicamente favorevole per tale scelta, per abbandonare i loro obiettivi climatici, che non solo sono ambiziosi, ma estremamente ambiziosi.

All'inizio degli anni '20 del nuovo millennio, tutte e quattro le aziende hanno fissato obiettivi di 'zero netto' o addirittura 'carbon negative' per la fine del decennio.

Tuttavia, i dati ambientali piu' recenti di queste aziende mostrano che il consumo di energia e' aumentato rapidamente dopo l'annuncio di questi obiettivi, cosi' come le emissioni di gas serra causate dal consumo di energia elettrica, e anche le emissioni lungo la catena del valore continuano a crescere. Il fatto che queste aziende continuino a ribadire pubblicamente i propri impegni potrebbe essere interpretato come un segnale di eccessiva fiducia o sovrastima. Tuttavia, potrebbe anche esserci la speranza che, come il paradosso della produttivita', il paradosso delle promesse climatiche si risolva nel corso degli anni, poiche' ci sarebbero degli indicatori che lo suggeriscono.

Quasi tutti i principali fornitori di servizi cloud e software dichiarano di approvvigionarsi al 100% da fonti rinnovabili. Cio' avviene tramite l'acquisto di certificati in aree in cui l'energia rinnovabile e' disponibile, per compensare la mancanza di energia rinnovabile nelle loro aree di attivita'. Inoltre, tutte queste aziende hanno investito nelle energie rinnovabili, ad esempio costruendo parchi eolici o entrando in contratti di acquisto a lungo termine di energia, noti come 'Power Purchase Agreements' (PPA). Questi impianti risultano cosi' economicamente sostenibili. Entrambe queste pratiche inviano segnali al mercato per incentivare l'espansione delle energie rinnovabili.

*analista di ricerca in Flossbach von Storch AG.

Red-

(RADIOCOR) 03-05-26 13:06:47 (0199) 5 NNNN

 
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