Flossbach von Storch: il labirinto dei dazi Usa - PAROLA AL MERCATO -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 04 giu - Nuove minacce tariffarie contro Europa e partner internazionali Per esempio, a gennaio Trump ha minacciato alcuni Paesi europei con nuovi dazi nel contesto delle sue fantasie di annessione della Groenlandia, anche se appena l'estate precedente era stato siglato un nuovo accordo commerciale con l'Unione Europea. Sempre quest'anno, il presidente americano ha minacciato tutti i partner commerciali dell'Iran con dazi aggiuntivi del 25%. E all'inizio di aprile la Casa Bianca ha approvato una nuova regolamentazione sui dazi Section 232 relativi ad acciaio e alluminio. Secondo queste nuove regole, i prodotti lavorati che contengono almeno il 15% di metallo sono ora soggetti a un dazio uniforme del 25%. I prodotti con una quota metallica inferiore al 15%, invece, non rientrano piu' nei dazi Section 232. Per le merci Section 232 prodotte fuori dagli Stati Uniti ma realizzate con acciaio, alluminio o rame di origine americana, si applica invece un dazio ridotto del 10%. Per impianti industriali ad alta intensita' metallica e attrezzature destinate alle reti elettriche e' previsto, fino al 2027, un dazio speciale del 15%. E questo e' solo un piccolo estratto del labirinto tariffario.
Le difficolta' pratiche per le imprese esportatrici europee Non e' solo la rapidita' con cui cambiano i dazi a creare problemi alle aziende. Per quanto riguarda i dazi Section 301 contro la Cina, per esempio, conta l'origine commerciale del prodotto, non il Paese da cui viene spedito. Di conseguenza, anche merci di origine cinese esportate dall'Unione Europea possono continuare a essere soggette a questi dazi. Per le imprese esportatrici restano quindi grandi difficolta' pratiche: elevati obblighi di documentazione sull'origine delle merci, problemi nel procurarsi i cosiddetti 'mill test certificates', che attestano la provenienza dei materiali metallici, e possibili sovrapposizioni tra diversi strumenti tariffari. Puo' ritenersi fortunato chi, almeno per il momento, beneficia di eccezioni: per esempio su determinati prodotti elettronici, minerali critici o merci provenienti dall'Usmca, l'accordo commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico. Quanto siano durature queste eccezioni, pero', e' difficile prevederlo.
Gli Stati Uniti inaspriscono i conflitti commerciali con Canada Ue e i partner globali Il Canada e' di nuovo ai ferri corti con gli Stati Uniti.
Washington ha infatti avviato ampie indagini Section 301 per concorrenza sleale contro numerosi paesi. In altre parole, dopo il venir meno dei dazi Ieepa, gli Stati Uniti stanno gia' cercando attivamente nuove strade giuridiche, prima che i dazi temporanei della Section 122 scadano, al piu' tardi, a luglio. E cosi' il copione si ripete. Il nuovo regime tariffario di Donald Trump diventa, mese dopo mese, sempre piu' 'senza tempo'. Il mercato sembra ormai essersi abituato a una scarsa prevedibilita' nel commercio di beni con gli Stati Uniti. La durata media delle decisioni tariffarie di Trump - o anche solo delle sue minacce - spesso e' di pochi mesi, se non meno.
Il piu' grande mostro burocratico dei nostri tempi Anche una panoramica abbreviata basta a mostrare il caos creato dal presidente americano. Ma ogni giorno in cui Trump crede di fare politica doganale in nome della 'giustizia', trasforma sempre di piu' l'agenzia statunitense delle dogane e della protezione delle frontiere in uno dei piu' grandi mostri burocratici del nostro tempo. Una cosa, con un sorriso, si puo' concedere a Trump: viste le sue radici tedesche, una certa inclinazione alla burocrazia forse non sorprende del tutto.
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(RADIOCOR) 04-06-26 13:53:02 (0368) 5 NNNN