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Flossbach von Storch: diversificazione digitale, perche' privilegiamo un'esposizione ampia al settore tecnologico - PAROLA AL MERCATO

di Dirk Seel * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 mar - Resta ancora da stabilire quali aziende trarranno profitti duraturi dall'innovazione tecnologica e quali ne subiranno la pressione competitiva. Il Global Industry Classification Standard (Gics) del fornitore di indici Msci suddivide le aziende tecnologiche in 11 settori, nella pratica, pero', i confini sono molto meno netti. Il rivenditore online Amazon, ad esempio, viene classificato nel settore dei 'beni di consumo ciclici', pur essendo uno dei principali operatori globali di servizi cloud. Anche Alphabet, la holding che controlla Google, e Meta, ben piu' che semplici social network, rientra nella categoria dei 'servizi di comunicazione'. Proprio perche' la tecnologia permea numerosi settori, preferiamo analizzare gli sviluppi attuali attraverso l'intera catena del valore digitale. Ne fanno parte i software per i consumatori, per le imprese e quelli legati alle informazioni finanziarie, e infine anche l'hardware installato all'interno e attorno ai data center.

Software per i consumatori: puo' davvero esisterne uno solo? L'egemonia dei grandi operatori digitali, storicamente consolidata dall'effetto rete nei settori dello streaming, dei social e dei servizi quotidiani, affronta oggi l'incognita rappresentata dall'IA generativa. L'ascesa di assistenti come ChatGPT e Perplexity sfida gli equilibri di mercato competendo per la risorsa piu' scarsa dei consumatori: il tempo. La versatilita' dell'IA potrebbe presto estendersi alla produzione video e ai social media, minacciando player dominanti come Meta e Netflix. La vulnerabilita' delle aziende leader dipendera' dalla capacita' dei nuovi agenti di risolvere compiti specifici, come il reperimento di informazioni rare. In questo scenario di potenziale discontinuita', risulta prematuro stabilire gerarchie definitive tra vincitori e perdenti.

Software per le imprese: le aziende avranno bisogno di piu' o di meno software? L'IA sta rivoluzionando il settore dei software aziendali, storicamente stabile per via degli alti costi di cambio fornitore, mettendo in discussione i vecchi equilibri e il potere di determinazione dei prezzi. Tre sono i temi principali: l'integrazione dell'IA nei software genera un dualismo tra la riduzione delle licenze dovuta al ridimensionamento degli organici e l'incremento di produttivita' i cui benefici potrebbero essere spartiti tra fornitori e clienti, un'ipotesi che appare oggi piuttosto realistica; sul fronte commerciale, i produttori tentano di introdurre rincari o modelli di pagamento basati sull'effettivo utilizzo, ma si scontrano con la resistenza degli utenti a pagare costi extra per funzioni integrate. A nostro avviso, il passaggio da abbonamenti fissi a modelli basati sull'uso presenta non poche difficolta'. Infine, si ipotizza che il business dei fornitori di software possa essere messo in discussione qualora molte attivita' venissero svolte da un'IA anziche' da persone fisiche, uno scenario che ci sembra ancora prematuro per la maggior parte dei settori, dato che le grandi aziende del settore stanno reagendo limitando l'accesso ai dati proprietari, frenando cosi' la concorrenza delle startup.

Software per l'informazione finanziaria: i fornitori di dati diventeranno superflui? Circuiti di pagamento, borse e societa' di 'data & analytics' come S&P Global sfruttano l'effetto rete e la capacita' di monetizzare i dati. I circuiti di pagamento elaborano miliardi di transazioni al giorno, generando informazioni estremamente dettagliate, che vengono poi utilizzate, ad esempio, per strumenti di analisi dei rischi e prevenzione delle frodi. Anche le borse vendono non solo dati di mercato, ma anche strumenti di analisi e controllo del rischio. L'IA mettera' in difficolta' questo business? Il mercato se lo chiede almeno da meta' settembre, quando i risultati trimestrali del fornitore di dati finanziari statunitense FactSet hanno innescato un'ondata di vendite nel settore. Il management aveva annunciato maggiori investimenti e una conseguente riduzione dei margini per l'anno successivo, senza pero' prospettare un aumento dei ricavi. A nostro avviso, questo puo' valere per aziende che dispongono di una base dati proprietaria relativamente limitata, ma non per l'intero settore. Ecco perche' analizziamo ogni singola realta' ponendoci domande chiave: i dati sono difficili da replicare? Sono integrati nei flussi di lavoro? Vengono arricchiti dagli input dei clienti? Sono protetti dalla regolamentazione? Rappresentano per i clienti una garanzia di credibilita' e legittimita'? Se le risposte sono positive, vediamo spesso un potenziale significativo.

* Fund Manager presso Flossbach von Storch SE.

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(RADIOCOR) 21-03-26 13:39:55 (0273) 5 NNNN

 
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