Federated Hermes: c'e' una correlazione tra metalli e debito emergente? - PAROLA AL MERCATO
di Mohammed Elmi* e Jason DeVito* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 apr - L'impennata dei prezzi dell'oro e del rame dovrebbe dare un ulteriore impulso alle economie dei mercati emergenti quest'anno: il boom delle materie prime sembra destinato a proseguire nel 2026, dopo un anno da record per i metalli preziosi e industriali; ulteriori aumenti del prezzo dell'oro sono positivi per le economie fortemente orientate all'estrazione mineraria o per quelle che dispongono di riserve consistenti; la crescente domanda di rame - un elemento cruciale del megatrend dell'elettrificazione - andra' a vantaggio dei principali produttori, tra cui Zambia e Cile.
Nel 2025 il debito emergente ha registrato una performance solida, superando sia quella dei mercati sviluppati sia l'universo obbligazionario in generale. L'indice di riferimento JP Morgan EM Global Diversified ha generato rendimenti a doppia cifra, chiudendo il 2025 in rialzo del 14,3%. I titoli sovrani in valuta forte hanno guidato la classifica con un guadagno del 14,3%, seguiti dalle obbligazioni in valuta locale al 10,1%, mentre le obbligazioni societarie dei mercati emergenti in valuta forte hanno registrato un rendimento dell'8,7%.
Una combinazione di riforme strutturali, politica monetaria accomodante e altri fattori favorevoli ha contribuito a determinare questa performance. Il nostro report sul primo trimestre 2026 si concentra sull'ulteriore impulso derivante dall'impennata dei prezzi delle materie prime - in particolare oro e rame - che, a nostro avviso, rimarra' un fattore chiave della resilienza e dei rendimenti dei mercati emergenti nel 2026.
L'oro luccica Lo scorso anno l'oro ha registrato guadagni eccezionali, trainati in larga misura dall'incertezza macroeconomica e dall'acuirsi dei rischi geopolitici. Nel 2025, il prezzo dell'oro ha registrato un andamento da record, raggiungendo 53 nuovi massimi storici e salendo del 68% - il piu' forte aumento annuale dal 1979. La domanda totale ha superato per la prima volta le 5 mila tonnellate, mentre i prezzi hanno superato i 5.000 dollari Usa l'oncia a gennaio. Questo aumento e' stato sostenuto dai robusti acquisti delle banche centrali, dalla continua de-dollarizzazione e dalla crescente avversione al rischio a livello globale in un contesto di incertezza legata ai dazi.
*Senior Portfolio Manager di Federated Hermes.
Red-
(RADIOCOR) 05-04-26 11:51:51 (0192) 5 NNNN