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Edmond de Rothschild AM: gli Usa sono ancora in vantaggio? - PAROLA AL MERCATO

di Benjamin Melman* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 1 mag - L'andamento del mercato osservato nelle ultime settimane rientra in un meccanismo piuttosto classico, simile all'oscillazione di un pendolo che passa dall'eccessiva paura al sollievo. Tuttavia, questa volta l'ampiezza del movimento riflette qualcosa di piu' di un semplice aggiustamento tecnico. Dopo una fase di brutale escalation in Medio Oriente, l'intensita' e la rapidita' del rimbalzo registrato dagli asset di rischio sono state particolarmente sorprendenti. In effetti, questo movimento al rialzo si colloca nel 100 percentile dei rialzi su 10 giorni registrati dall'S&P dal 1950, trainato dai titoli growth - e in particolare dai settori legati alla tecnologia (hardware, semiconduttori e memorie).

Come se gli investitori, gia' temprati dalla serie di shock degli ultimi anni - pandemia, Ucraina, tensioni commerciali - avessero gia' scontato l'idea che, qualunque sia la crisi geopolitica, essa sia seguita da una rapida normalizzazione.

Eppure, dietro questo rimbalzo, il cambiamento dei fondamentali e' stato piu' sottile, se non preoccupante.

Lungi dall'essere risolta, la crisi energetica ha continuato a diffondersi nelle economie piu' esposte, in particolare in Asia e in Europa, dove l'aumento a lungo termine dei prezzi del gas - fino al +120% su alcuni contratti - sta gia' pesando sulla crescita economica e sui margini delle imprese.

La divergenza tra i mercati azionari e lo slancio dell'economia reale, simile a un ciclope che vede il mondo solo con un occhio, potrebbe essere un primo segnale di debolezza per l'attuale regime di mercato.

Durante questa crisi - la peggiore nella storia del settore energetico mondiale - la nostra view geoeconomica si e' inizialmente concentrata sulla copertura dei rischi estremi, in particolare quelli legati alla potenziale distruzione delle capacita' produttive di petrolio e gas, nella convinzione che il rischio di un'escalation sarebbe aumentato prima di lasciare spazio a un periodo piu' lungo di distensione, un classico della dottrina Trump. In secondo luogo, non abbiamo ceduto al panico duraturo, considerando che per la Casa Bianca i fattori economici avrebbero prevalso sulle questioni militari: l'amministrazione Trump guarda alle elezioni di medio termine ed e' desiderosa di proteggere il piu' possibile il potere d'acquisto.

Abbiamo quindi scelto di riallocare gradualmente i nostri portafogli verso asset di rischio (azioni e obbligazioni societarie) alla fine di marzo, poiche' ritenevamo che gli investitori stessero sopravvalutando uno scenario di crisi duraturo. Nonostante il mercato sia in grado di 'andare oltre' gli eventi, sarebbe altrettanto imprudente lasciarsi trasportare dall'euforia attuale. L'attuale rimbalzo non conferma uno scenario positivo; riflette piuttosto un posizionamento tecnico guidato dagli afflussi e dagli investitori sottoesposti.

*Global CIO di Edmond de Rothschild AM.

Red-

(RADIOCOR) 01-05-26 13:04:47 (0278) 5 NNNN

 


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