Cre'dit Mutuel AM: conflitto in Medio Oriente, la situazione attuale e l'impatto sui mercati - PAROLA AL MERCATO
di Francois DUHEN* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 07 mar - Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un'offensiva contro l'Iran L'offensiva avviata nel fine settimana dagli Stati Uniti e da Israele ha determinato all'inizio della settimana un significativo aumento dell'avversione al rischio. Nelle ultime ore il conflitto nella regione e' proseguito, con Teheran che ha adottato una posizione ferma rifiutando per il momento qualsiasi ritorno ai negoziati con Washington e mettendo in atto la successione del Leader Supremo Ali Khamenei. Nel breve termine, questa dinamica sta determinando un aumento della volatilita' sugli asset rischiosi, in particolare sugli indici azionari europei, che risultano piu' esposti all'aumento dei prezzi del petrolio. Al contrario, l'oro continua a registrare una buona performance, al di la' delle prese di profitto di breve periodo effettuate per compensare le perdite su altri asset finanziari negli ultimi giorni. L'impatto sui tassi di interesse sovrani dovrebbe invece essere piu' contenuto, tra le aspettative di inflazione in aumento da un lato, che hanno trainato i tassi da domenica, e i timori sulla crescita dall'altro.
Il Medio Oriente a un bivio Di fronte al fallimento degli sforzi diplomatici per negoziare un accordo con l'Iran, Donald Trump ha deciso di attaccare il Paese sabato 28 febbraio, con il supporto di Israele. Sebbene l'offensiva non fosse del tutto inattesa, la sua portata e intensita' hanno sorpreso gli osservatori, cosi' come la risposta di Teheran, che ha cercato di regionalizzare il conflitto (con attacchi in Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, ecc.) dichiarando di avere come obiettivo i siti militari statunitensi, aumentando cosi' il costo della campagna americana e cercando di coinvolgere le monarchie petrolifere, finora senza successo. Allo stesso tempo, le immediate misure di ritorsione da parte dell'Iran e dai suoi alleati, tra cui Hezbollah, hanno ampliato il conflitto a molti Paesi limitrofi, paralizzando lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio mondiale. In questa fase, la pace appare ancora lontana con l'Iran che da lunedi' attacca le infrastrutture di produzione di idrocarburi e Trump che ha ipotizzato la possibilita' che l'offensiva possa durare dalle quattro alle cinque settimane, se non di piu'. Il Presidente degli Stati Uniti ha fatto riferimento a un tentativo di riprendere il dialogo tra i vertici iraniani e americani, ma per il momento i rappresentanti iraniani hanno smentito.
Nel breve termine, il quadro rimane incerto ma riteniamo improbabile un collasso totale dell'attuale regime iraniano e del Corpo delle guardie della rivoluzione o Pasdaran (circa 200.000 uomini) in assenza di un'operazione militare di terra su larga scala, che gli Stati Uniti non sembrano intenzionati ad avviare. Sara' pertanto necessario monitorare la capacita' di entrambi le parti di tornare al tavolo dei negoziati, uno scenario la cui tempistica rimane al momento difficile da prevedere.
*Global Research Director di CIC CIB e Jean-Louis DELHAY, CIO di Cre'dit Mutuel AM.
Red-
(RADIOCOR) 07-03-26 11:43:24 (0209) 5 NNNN