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Comgest: perche' la tesi di investimento sull'IA e' in una posizione intermedia - PAROLA AL MERCATO

di Justin Streeter* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 giu - All'inizio di quest'anno, ChatGPT ha confutato una congettura matematica risalente a 80 anni fa, formulata dal matematico ungherese Paul Erds e nota come 'problema della distanza unitaria planare', a dimostrazione di come i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) stiano facendo il loro ingresso in campi considerati off-limits per le macchine.

Su questo argomento esistono due correnti di pensiero. Da un lato, abbiamo i 'boomer' dell'IA che credono che la tecnologia sara' assolutamente rivoluzionaria e andra' a vantaggio di pochi hyperscaler dominanti nel settore dell'IA, e dall'altro ci sono coloro che ritengono che il modello di business dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) sia basato su un eccesso di entusiasmo e che problemi come le 'allucinazioni' non siano stati risolti. Questi 'doomer' non prevedono un disastro per il mercato del lavoro, ma per gli investimenti dei sostenitori dell'IA.

Il mercato oscilla tra queste due visioni, a seconda di quale visione prevalga nelle menti degli investitori. Sebbene i 'boomer' abbiano ormai recuperato terreno, all'inizio di quest'anno erano i 'doomer' ad avere il sopravvento. Queste visioni dominanti spesso ignorano l'esito piu' probabile: una via di mezzo caratterizzata da un'implementazione piu' graduale dell'intelligenza artificiale come tecnologia commercialmente utile, da cui trarranno vantaggio numerose aziende operanti in molti settori, anziche' vedere tutti i benefici concentrarsi nelle mani di poche mega-cap.

Perche' i rialzisti potrebbero sbagliarsi Abbiamo gia' sentito in passato diverse tesi rialziste, tra cui quella secondo cui Amazon avrebbe sostituito l'intero settore del commercio al dettaglio, PayPal e il fintech avrebbero preso il posto delle banche, oppure i database open source avrebbero soppiantato Oracle. Nessuna di queste previsioni si e' avverata, e riteniamo che ci siano delle lezioni da trarne.

La storia suggerisce che l'adozione delle tecnologie raramente converge su una singola piattaforma o su poche piattaforme dominanti. Anziche' vedere tutti i benefici concentrarsi nelle mani di pochi giganti dell'IA, riteniamo che vi sia ampio spazio per le grandi aziende per investire in soluzioni su misura, basate su dati proprietari, modelli privati e alternative open source.

Per le attivita' quotidiane non serve una tecnologia 'all'avanguardia'. Un modello di IA 'sufficientemente valido' si rivelera' probabilmente adeguato a molte esigenze aziendali. Di conseguenza, il settore sara' aperto a una varieta' di fornitori che potranno integrare soluzioni di IA nei flussi di lavoro e nei prodotti esistenti, scongiurando il rischio che tutti finiscano per dipendere da poche aziende dominanti.

C'e' poi quella forza potente chiamata inerzia. Storicamente, le grandi aziende di software non hanno mai assorbito tutti i fornitori piu' piccoli. Anche nei settori software ormai consolidati, nessun singolo fornitore e' riuscito ad avvicinarsi a una completa concentrazione del mercato, e ci aspetteremmo che l'IA segua lo stesso schema.

Uno dei motivi e' che la creazione e l'integrazione di nuovi sistemi rappresentano un processo costoso e lento, che dipende dal rapporto di fiducia tra cliente e fornitore.

Tenendo conto di cio', i fornitori di software piu' piccoli non saranno messi fuori gioco dall'oggi al domani e avranno il tempo di adattarsi al nuovo mondo dell'intelligenza artificiale, beneficiando al contempo delle relazioni gia' instaurate con i propri clienti.

Esistono altri ostacoli alla tesi rialzista sull'IA.

L'elevato fabbisogno energetico dei data center su larga scala, l'aumento dei costi della memoria e la carenza di personale specializzato continuano a rappresentare una sfida per la sua crescita. Quest'anno, Uber ha dimostrato quanto facilmente i costi possano diventare un ostacolo dopo che l'azienda ha esaurito l'intero budget destinato all'IA gia' nel primo trimestre del 2026 e sta ora limitando la spesa per utente.

*Analista e Gestore Azionario USA di Comgest

(RADIOCOR) 13-06-26 12:38:31 (0247) 5 NNNN

 


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