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Comgest: azionario giapponese, remare controcorrente rispetto al value - PAROLA AL MERCATO

di Richard Kaye* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 04 apr - Dalla meta' del 2021, il mercato azionario giapponese e' stato trainato dai settori ciclici - automotive, materie prime e banche - in un contesto di incertezza macroeconomica. L'indebolimento dello yen, insieme all'escalation delle tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti, ha creato le condizioni per un rally dei titoli value. I dati suggeriscono che il rally dei titoli value giapponesi sia stato determinato piu' dal timing e dalla liquidita' legati alla natura ciclica di questi titoli che dai fondamentali sottostanti delle societa'. In Comgest ritieniamo che il rally dei titoli value giapponesi distragga l'attenzione da cio' che conta davvero: i vantaggi competitivi che favoriscono una crescita sostenibile a lungo termine. La nostra attenzione e' rivolta alle societa' di qualita' con bilanci solidi, una gestione disciplinata, team dirigenziali motivati e una storia di crescita costante degli utili. Queste aziende condividono una visione a lungo termine e dovrebbero trarre vantaggio da tendenze secolari quali l'aumento della produttivita', i cambiamenti demografici e la digitalizzazione.

CORSA VERSO L'ALTO Un chiaro esempio di crescita di qualita' in atto e' rappresentato dalla competizione dell'industria dell'abbigliamento sportivo alla creazione della scarpa da corsa piu' veloce al mondo. L'azienda giapponese Asics, da sempre rinomata per la sua innovazione, e' entrata nella corsa alle "super scarpe" con modelli progettati per ridurre di preziosi secondi i tempi delle maratone. In qualita' di investitori orientati alla crescita a lungo termine, in Comgest ricerchiamo aziende innovative come Asics che riteniamo in grado di adattarsi e trarre vantaggio dalle mutevoli dinamiche di mercato.

CAVALCARE L'ONDA DEL CAMBIAMENTO Mentre marchi di consumo come Asics diventano sinonimo di stile e innovazione, anche il turismo internazionale in Giappone ha registrato un'impennata. Nel 2024, il Paese ha accolto un numero record di 36,9 milioni di visitatori, con un aumento del 47,1% rispetto all'anno precedente e superando il picco pre-pandemia di 31,9 milioni nel 2019. Tra i negozi piu' ambiti dai turisti c'e' Don Quijote, una catena di discount che offre un'ampia selezione di prodotti che spazia dai prodotti freschi ai tappetini da yoga, dall'elettronica agli articoli sportivi, il tutto a prezzi competitivi. Il marchio si e' espanso oltre i confini del Giappone, raggiungendo la Malesia, Taiwan, Singapore e gli Stati Uniti, dove gestisce tre punti vendita alle Hawaii. In base alla nostra esperienza, le aziende di crescita di qualita' spesso sostengono la crescita composta entrando in nuove aree geografiche o mercati adiacenti. Una strategia che Pan Pacific International Holdings (PPIH), la societa' madre di Don Quijote, ha attuato con pazienza e disciplina. Dal dicembre 2012, sia il prezzo delle azioni che l'EPS a 12 mesi hanno registrato un trend in costante aumento, sottolineando i solidi fondamentali e la fiducia sostenuta degli investitori. Per gli investitori a lungo termine come Comgest, questa resilienza nel tempo e' particolarmente significativa. A differenza dei titoli value che oscillano con i cicli di mercato, PPIH ha registrato una crescita costante per oltre tre decenni.

DIGITALIZZAZIONE: IL MOTORE CHE CI SPINGE AVANTI La rinascita del settore dei semiconduttori in Giappone e' il risultato di un lavoro decennale. Il recente boom del cloud computing e dell'intelligenza artificiale ha scatenato una crescita globale dei data center, alimentando la domanda di chip semiconduttori. Negli anni '80, il Giappone ha superato per un breve periodo gli Stati Uniti come forza dominante nella produzione di chip, con aziende come NEC, Toshiba e Fujitsu leader mondiali nella produzione di chip DRAM (Dynamic Random Access Memory). Ma negli anni '90, i produttori di chip giapponesi hanno sottovalutato l'ascesa dei personal computer, aggrappandosi ai chip di memoria DRAM tradizionali. Intel e altri concorrenti statunitensi hanno colto l'attimo, orientandosi decisamente verso i microprocessori e sostituendo di fatto i produttori di chip giapponesi dall'oggi al domani.

*Portfolio Manager del fondo Comgest Growth Japan di Comgest.

Red-

(RADIOCOR) 04-04-26 10:45:52 (0184) 5 NNNN

 
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