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Columbia Threadneedle: shock petrolifero e crescita globale, quanto e' giustificato l'ottimismo dei mercati? - PAROLA AL MERCATO

di Paul Doyle* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 giu - Due interrogativi stanno dominando il dibattito attuale: il prezzo del petrolio e' a livelli sufficientemente alti da innescare una recessione? I mercati sono troppo ottimisti? Storicamente, le recessioni negli Stati Uniti sono state precedute da uno shock petrolifero, ad eccezione di quella innescata dalla pandemia del Covid. La domanda statunitense di petrolio e' inelastica ai prezzi: per ridurre la domanda del 10%, sarebbe necessario raddoppiare o triplicare il prezzo, ma, anche senza arrivare agli estremi, l'aumento da 60 a 100 dollari al barile e' comunque significativo. Il rincaro del petrolio provoca anche l'aumento dei costi di produzione per materie plastiche, fertilizzanti ed elio, solo per fare alcuni esempi. Dall'inizio del conflitto, i prezzi dell'urea sono aumentati del 40%, quelli del diesel e del carburante per aerei sono aumentati vertiginosamente, con conseguenze sui costi di trasporto.

La volatilita' dei prezzi e' destinata a persistere anche per mesi dopo la fine del conflitto, fino a quando i livelli della produzione non torneranno ai livelli pre-guerra.

Tuttavia, anche in presenza di un cessate il fuoco duraturo, il 12% della produzione petrolifera e' bloccata: ci vorranno mesi per tornare alla piena capacita' e anni per ricostruire le infrastrutture distrutte. I prezzi del petrolio potrebbero quindi rimanere elevati per il resto del 2026.

I mercati appaiono relativamente tranquilli, ma ci saranno ricadute sull'economia reale: il FMI stima che un aumento del 10% del prezzo del petrolio togliera' 10-20 punti base alla crescita globale. Se questa crisi dovesse durare fino alla fine dell'anno, secondo le stime della Dallas Federal Reserve Bank, la crescita globale andrebbe rivista al ribasso di 1,3 punti percentuali. A preoccupare non sono solo gli effetti inflazionistici diretti, ma soprattutto quelli di secondo livello: la contrazione della spesa discrezionale delle famiglie, l'aumento della disoccupazione e il rischio di recessione.

Stati Uniti Da generatori di flussi di cassa a basso impiego di capitale, gli hyperscaler stanno ora facendo ingenti investimenti: quest'anno solo Amazon, Google, Microsoft, Meta e Oracle spenderanno circa 700 miliardi di dollari. Il flusso di cassa operativo e' in aumento, mentre il flusso di cassa sta crollando. Tuttavia, gli investitori hanno superato le preoccupazioni relative ad una possibile bolla degli investimenti in capex legata all'AI.

Nell'arco di 25 anni, il traffico Internet e' aumentato del 40% all'anno, eppure gli investimenti in hardware Internet sono crollati poiche' la fibra ottica ha aumentato l'efficienza delle infrastrutture. Lo stesso potrebbe accadere con l'AI, sebbene le tariffe del noleggio delle GPU e i prezzi dei chip di memoria siano aumentati. Inoltre, il sentiment per i titoli del settore software e' cambiato: l'AI riduce i costi di programmazione, comportando una riduzione dei costi anche per i clienti, ma mettendo a rischio i modelli di business del software e, potenzialmente, i social media. Di conseguenza, molte aziende sono a rischio.

In termini di percentuale del PIL, la spesa per l'IT e' superiore al picco del 2000, e i titoli tecnologici rappresentano la meta' dell'S&P 500 - una quota piu' elevata rispetto alla bolla dotcom/TMT. Negli Stati Uniti, il quadro e' pero' caratterizzato da una forte concentrazione: solo nel primo trimestre del 2026, meta' della crescita degli utili dell'S&P 500 e' riconducibile ai soli titoli di Nvidia e Micron.

Le valutazioni azionarie sono diminuite, in parte a causa del pullback, ma soprattutto per via delle revisioni al rialzo delle stime sugli utili, che risultano sorprendenti nonostante il conflitto in Iran.

In genere, le stime si muovono in ritardo rispetto agli sviluppi macroeconomici, provocando spesso una disconnessione tra utili e prezzi delle azioni. Ad esempio, nel 2022 gli utili sono aumentati fino alla meta' dell'anno nonostante i titoli azionari avessero raggiunto il picco prima.

Successivamente, gli utili sono diminuiti fino a febbraio 2023, nonostante i prezzi delle azioni abbiano iniziato a salire nella seconda meta' del 2022.

*Responsabile azionario large cap Europa di Columbia Threadneedle.

Red-

(RADIOCOR) 13-06-26 12:45:45 (0252) 5 NNNN

 
Titoli citati nella notizia
Nome Prezzo Ultimo Contratto Var % Ora Min oggi Max oggi Apertura
Microsoft Corp 343,90 +2,61 17.35.21 338,75 344,35 342,65
Oracle 168,00 +6,02 17.35.13 160,04 168,00 162,54
Amazon 211,95 +3,44 17.35.02 208,20 213,00 208,90


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