Columbia Threadneedle: prezzi delle materie prime, ora cosa succedera' ? - PAROLA AL MERCATO -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 31 mar - Naturalmente, l'alternativa e' che si raggiunga una sorta di accordo di pace, nella speranza che coinvolga lo Stretto di Hormuz. Un accordo di pace che non includesse questo aspetto probabilmente non sarebbe accettabile per Trump, ma se fosse incluso potrebbe significare che il trasporto marittimo potrebbe iniziare a sbloccarsi.
Naturalmente, si potrebbe raggiungere un accordo di pace che includa anche lo Stretto di Hormuz, nella speranza che cio' comporti una progressiva normalizzazione dei flussi marittimi. D'altro canto, un'intesa che esclude questo elemento difficilmente sarebbe accettabile per Trump.
Vale la pena tenere presente che la questione non gira solo intorno al petrolio. Stiamo assistendo a ripercussioni sui prezzi del gas, dell'elio, dell'ammoniaca e dell'urea, che e' fondamentale per la produzione di fertilizzanti e, di conseguenza, per i prezzi dei generi alimentari. L'impatto, quindi, riguarda davvero l'intero settore delle materie prime e si fara' sentire maggiormente nel mese di aprile, con un aumento dei prezzi e maggiori preoccupazioni riguardo all'approvvigionamento: le scorte esistenti stanno gia' iniziando a esaurirsi e anche le riserve di emergenza, da cui abbiamo assistito a prelievi, si stanno riducendo.
Nel frattempo, un'altra materia prima, l'oro, che finora quest'anno ha registrato un andamento molto positivo, ha subito un calo piuttosto significativo, scendendo del 14% dall'inizio della guerra. E' chiaro che i rischi legati all'inflazione stanno prevalendo sulla protezione che l'oro puo' offrire contro gli shock geopolitici nel breve termine.
Il futuro rimane incerto: dipende davvero in primis dalla politica e dalla scelta di Trump di seguire la via dell'escalation o della de-escalation, e poi dalla reazione dell'Iran.
Vale la pena ricordare che lo Stretto di Hormuz non e' chiuso, ne' e' stato minato, quindi, potrebbe essere riaperto e sbloccato in tempi piuttosto rapidi se si raggiungesse un compromesso. Tuttavia, in caso di escalation, si potrebbe arrivare ad attacchi alle infrastrutture energetiche, ai quali l'Iran ha gia' dichiarato che risponderebbe. Nel fine settimana Trump ha parlato al Financial Times in merito al controllo del petrolio iraniano. Si tratta di un'eventualita' che appare oggi ancora remota, sebbene permangano significativi rischi al rialzo per le materie prime se dovessimo assistere a un'ulteriore escalation. Continuiamo a vedere timori anche sul fronte dell'offerta, con impatti differenziati nelle varie parti del mondo, destinati ad accentuarsi qualora la situazione attuale si protragga nel mese di aprile.
Sosteniamo che le prossime due settimane potrebbero fornire indicazioni utili per capire quale sara' la direzione da seguire. All'inizio di questo conflitto, Trump ha delineato un'ipotesi di operazioni militari della durata di circa quattro-sei settimane, e ci stiamo ormai avvicinando alla fine di quel periodo. Tuttavia, continueremo a vedere prezzi energetici elevati ancora per qualche tempo a causa del premio di rischio incorporato nei prezzi delle materie prime.
A cio' si aggiunge la possibilita' di alcuni movimenti al ribasso se vedremo sviluppi positivi su un accordo di pace.
In generale, c'e' molta incertezza. I mercati finanziari continuano a essere turbati dall'attuale situazione geopolitica e, nel breve termine, prevediamo che i prezzi delle materie prime costituiranno un ostacolo non indifferente; tuttavia, se si dovesse giungere a una qualche forma di risoluzione, ci sono ancora motivi per essere ottimisti nel lungo termine.
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(RADIOCOR) 31-03-26 13:44:19 (0441) 5 NNNN