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Columbia Threadneedle Inv.: petrolio a 100 dollari, impatti e possibili contromisure? - PAROLA AL MERCATO

di Anthony Willis* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 10 mar - - Il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile, registrando un aumento di circa il 76% da inizio anno.

- Livelli di prezzo cosi' elevati tendono storicamente a rappresentare un freno per la crescita economica globale, con Europa e Asia particolarmente esposte alle tensioni sulle forniture energetiche provenienti dal Medio Oriente.

- Le prospettive dei prezzi dipenderanno da diversi fattori, tra cui gli obiettivi militari degli Stati Uniti e l'eventuale prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i flussi energetici globali.

- L'incertezza geopolitica potrebbe pesare sulla propensione al rischio nel breve periodo; qualora i prezzi del petrolio dovessero rimanere stabilmente sopra i 100 dollari, cio' potrebbe indurre a riconsiderare l'attuale scenario macroeconomico complessivamente costruttivo.

Il prezzo del petrolio torna al centro dell'attenzione dei mercati, oscillando intorno ai 100 dollari al barile, sostenuto dall'escalation del conflitto in Medio Oriente. Non sorprende osservare un ulteriore rialzo rispetto alle scorse settimane, mentre crescono le preoccupazioni riguardo alle forniture energetiche in uscita dal Golfo dirette verso i mercati asiatici ed europei. Il prezzo del petrolio e' aumentato di circa il 47% dalla fine di febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno avviato i primi attacchi contro l'Iran, e registra un incremento di quasi il 76% da inizio anno. Sebbene i livelli attuali siano elevati, restano comunque lontani dal picco registrato nel giugno 2008, quando il petrolio raggiunse i 147 dollari al barile. Tuttavia, tali livelli potrebbero essere nuovamente raggiunti nel caso di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz.

La storia mostra che in diverse fasi - nel 2008, nel periodo 2012-2014 e piu' recentemente nel 2022 - un prezzo del petrolio superiore ai 100 dollari al barile e' stato generalmente associato a un contesto economico piu' debole.

E' possibile che questa volta l'esito sia diverso? Non particolarmente. Gli Stati Uniti sono oggi in gran parte autosufficienti dal punto di vista energetico, ma il prezzo del petrolio resta una variabile globale e anche l'economia statunitense ne risente.

Ad esempio, il prezzo della benzina negli Stati Uniti ha raggiunto 3,50 dollari al gallone, in forte aumento nel corso dell'ultima settimana. Il petrolio proveniente dal Medio Oriente e' destinato principalmente ai mercati asiatici e, in misura minore, a quelli europei, ma la natura globale dei prezzi energetici fa si' che l'impatto si trasmetta a tutte le economie, in particolare a quelle piu' dipendenti dalle importazioni di energia.

L'evoluzione della situazione dipendera' da diversi fattori.

Molti osservatori ipotizzano che il prezzo del petrolio possa superare i 150 dollari al barile, ma per formulare previsioni piu' accurate sara' necessario maggiore chiarezza sugli sviluppi geopolitici. In primo luogo, l'evoluzione del conflitto resta altamente incerta. Non e' del tutto chiaro quali siano gli obiettivi strategici degli Stati Uniti, e questo rende difficile comprendere quali condizioni debbano verificarsi prima che l'operazione possa essere considerata conclusa. Eventuali segnali di de-escalation contribuirebbero certamente a migliorare il sentiment di mercato.

*Investment Manager di Columbia Threadneedle Investments Red-.

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