Columbia Threadneedle Inv.: dopo venerdi' siamo alla fine di una fase? - PAROLA AL MERCATO
di Anthony Willis* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 giu - Dopo un lungo periodo di rialzo, i mercati azionari statunitensi hanno dovuto constatare che i fondamentali solidi non eliminano la volatilita'. Il crollo registrato venerdi' nel settore tecnologico, seguito da un indebolimento in alcune aree dell'Asia, suggerisce che i mercati stiano rivalutando un contesto che appariva sempre piu' favorevole. La questione non e' se la crescita abbia subito una battuta d'arresto, ma se i mercati si stiano adeguando a un quadro piu' difficile caratterizzato da dati resilienti, aspettative di un aumento dei tassi e rischi geopolitici persistenti.
Nelle ultime settimane, i mercati si erano abituati a un quadro macroeconomico favorevole. I titoli azionari statunitensi hanno registrato un rialzo per nove settimane consecutive, trainati dallo slancio dei titoli legati all'intelligenza artificiale e dall'ottimismo riguardo agli investimenti in questo settore. Tale entusiasmo ha contribuito a sostenere valutazioni elevate, soprattutto nel settore tecnologico, e ha rafforzato la sensazione che i mercati stessero scontando un esito quasi ideale.
Il fattore scatenante piu' evidente sono stati i dati sul mercato del lavoro statunitense, risultati migliori del previsto. Secondo i recenti dati, a maggio l'occupazione nel settore non agricolo e' aumentata di 172.000 unita', ben al di sopra delle stime di consenso, con anche i dati dei mesi precedenti rivisti al rialzo. Cio' ha rafforzato l'opinione secondo cui l'economia statunitense rimane resiliente e ha spinto i mercati a rivalutare il probabile andamento della politica della Federal Reserve.
Questo cambiamento e' significativo. All'inizio dell'anno, l'attenzione dei mercati era concentrata sui tagli dei tassi, invece ora ci si chiede se la politica monetaria debba rimanere restrittiva piu' a lungo, dato che la crescita e l'occupazione stanno tenendo meglio del previsto. Il rischio non riguarda tanto un deterioramento dell'economia, quanto piuttosto le implicazioni di questa resilienza sulle valutazioni e sui tassi di sconto.
Non sono scomparsi nemmeno i rischi di inflazione. Le tensioni in Medio Oriente e l'incertezza sullo Stretto di Hormuz rimangono importanti, in particolare per i mercati energetici. Anche se la diplomazia dovesse compiere progressi, i mercati potrebbero comunque sottovalutare il modo in cui le frizioni geopolitiche potrebbero ripercuotersi sulle aspettative di inflazione e sull'orientamento delle politiche.
*Investment Manager di Columbia Threadneedle Investments.
Red
(RADIOCOR) 09-06-26 13:09:44 (0340) 5 NNNN