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Carmignac: la Borsa e l'IA, dall'entusiasmo incondizionato ai quesiti esistenziali - PAROLA AL MERCATO

di Fre'de'ric Leroux* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 6 apr - A novembre 2022 e' stata presentata la prima versione di ChatGPT.

L'entusiasmo dei mercati azionari per il tema dell'IA (intelligenza artificiale) ha realmente iniziato a decollare.

Gli investitori si sono gettati a capofitto sui fornitori di apparecchiature (produttori di hardware) per i data center e su quelli che ne commissionavano la costruzione: gli hyperscaler1. Si e' trattato di un vero e proprio boom dei mercati azionari per l'IA globale... fino a ottobre 2025, quando sono emerse le prime divergenze.

Mentre il settore dell'hardware (archiviazione dati, microprocessori...) proseguiva la sua ascesa, gli sviluppatori di software e gli hyperscaler hanno iniziato a perdere terreno. Il settore del software si e' trovato a far fronte al timore di una concorrenza diretta e agguerrita da parte dell'IA, mentre i mercati si interrogavano sulla capacita' degli hyperscaler di rendere redditizi i loro investimenti nei data center; migliaia di miliardi di dollari che andavano ad arricchire innanzitutto i produttori di hardware.

Il momento 'Anthropic' e' arrivato all'inizio di febbraio 2026. Il concorrente di OpenAI e del suo ChatGPT ha presentato il proprio agente di intelligenza artificiale destinato alle professioni legali, seguito rapidamente da altri agenti. Gli investitori, sbalorditi dalla loro efficacia, hanno quindi intuito il potenziale di distruzione di massa di posti di lavoro impiegatizi da parte dell'IA, e hanno ridotto drasticamente la propria esposizione alle societa' di servizi basate sulla conoscenza, ritenute le piu' a rischio in un mondo dominato dall'IA.

In quel mese, l'indice coreano Kospi, composto principalmente da societa' del settore hardware, ha sovraperformato di oltre il 20% l'indice statunitense Standard & Poor's, che ha risentito del deprezzamento delle sue societa' di servizi fino ad allora sostenute da 'beni immateriali' artificialmente gonfiati. Il timore di una bolla dell'IA si e' infine concretizzato in una semplice ma brusca rotazione tra i suoi sottotemi, che ha rinviato l'ultimo atto dell'IA sui mercati azionari mondiali.

L'ansia per la bolla speculativa ha lasciato quindi il posto a timori di natura macroeconomica. Il mercato ha subito il forte impatto di articoli molto convincenti sulla futura perdita di posti di lavoro. Citrini Research2, attraverso la diffusione di uno scenario futuristico e cupo sulla situazione a livello mondiale nel 2028, devastata da un'intelligenza artificiale troppo efficiente, e' passata dall'ombra alla ribalta. 'Le aziende piu' minacciate dall'intelligenza artificiale ne sono diventate le principali utilizzatrici. Il risultato complessivo e' stato catastrofico: ogni dollaro risparmiato sui salari e' stato destinato agli investimenti nell'intelligenza artificiale, che ha reso possibile la successiva ondata di licenziamenti'.

Un economista apprezzato per la sua visione e per la sua indipendenza3 ha pubblicato contestualmente un breve saggio di grande rilievo. In quel contesto poneva la questione della fine del capitalismo in un mondo in cui l'offerta di lavoro fosse resa infinita dal capitale: 'il capitale diventa lavoro'. Se l'intelligenza artificiale aumentasse le capacita' umane, scriveva, aumenterebbe il valore del lavoro e farebbe quindi aumentare i salari. Ma se l'intelligenza artificiale sostituisse oggi il cervello e domani le mani dell'uomo, risolverebbe il problema della scarsita' di manodopera, azzerandone il valore. Diventava quindi opportuno riflettere su una nuova organizzazione sociale, in cui i robot avrebbero dovuto pagare le tasse per sovvenzionare l'inattivita' degli uomini.

*head of cross asset team e fund manager di Carmignac.

Red-

(RADIOCOR) 06-04-26 13:54:37 (0175) 5 NNNN

 


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