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Capgemini: il momento della verita' per l'AI nel settore assicurativo danni - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 20 giu - Il ritorno sugli investimenti in AI e' ancora poco monitorato Oltre la meta' (55%) delle compagnie assicurative P&C segnala l'assenza di un chiaro ritorno sugli investimenti (ROI) delle iniziative di AI, mentre la stessa percentuale afferma che non e' chiaro chi ne abbia la responsabilita' interna. Di conseguenza, la gestione ricade spesso su singoli individui o piccoli team, rendendo impossibile generare un impatto diffuso a livello aziendale. Anche a livello di team, i risultati restano limitati: due terzi (67%) delle compagnie assicurative P&C indicano una carenza di competenze in ambito AI e quasi la meta' (47%) dei dipendenti che hanno accesso a strumenti di AI afferma che la propria giornata lavorativa non e' cambiata, anche dopo 18 mesi di utilizzo.

'Il settore assicurativo si trova oggi di fronte a un vero e proprio momento di svolta: la domanda non e' piu' se l'AI abbia un posto nell'organizzazione, ma come costruire l'organizzazione attorno all'AI. Le esperienze dei pionieri dimostrano che, quando l'intelligenza artificiale viene integrata fin dall'inizio nella strategia aziendale, smette di essere un semplice strumento di efficientamento e diventa un fattore distintivo di vantaggio competitivo, con impatti concreti sui risultati economici', ha dichiarato Matteo Bonati, Insurance Director di Capgemini Italia. 'Sebbene molte compagnie continuino a confrontarsi con ostacoli tecnici e culturali ormai noti, l'opportunita' e' chiara.

Rafforzando la governance dei dati, definendo responsabilita' chiare e investendo in competenze adeguate, le imprese assicurative possono superare la fase dei progetti pilota e generare valore su scala aziendale. La priorita' oggi e' costruire una disciplina organizzativa capace di rendere strutturale e duraturo l'impatto dell'AI sul business.' Collaborazione essere umano-AI: la chiave per le compagnie assicurative del futuro Sebbene i player piu' avanzati abbiano gia' costruito un vantaggio immediato grazie all'AI, per il resto del settore restano diverse criticita'. Quasi la meta' del tempo dei dipendenti (49%) viene impiegata nella collaborazione tra team, ma la maggior parte degli strumenti di AI continua a operare a livello di singole attivita' individuali. Anche la disponibilita' dei dati resta insufficiente: solo il 12% delle compagnie assicurative dichiara un livello molto elevato di maturita', nonostante la forte dipendenza da dati non strutturati. Infine, persiste un crescente gap di fiducia: il 43% dei dipendenti indica la sicurezza del posto di lavoro come principale preoccupazione e solo il 14% afferma di avere le idee molto chiare su come l'AI si inserisca nel proprio lavoro.

Secondo il report, esiste l'opportunita' di ripensare la compagnia assicurativa del futuro: un modello in cui il top management definisce la direzione strategica e i confini della collaborazione essere umano-AI, i dipendenti qualificati gestiscono decisioni operative complesse grazie a insight in tempo reale, e agenti AI automatizzano attivita' routinarie e ripetitive. In questo contesto, figure di coordinamento possono contribuire ad allineare strategia aziendale e principi dell'AI, consentendo all'intelligenza di essere portata su scala all'interno di grandi compagnie. Per realizzare questa visione, le compagnie dovranno integrare l'AI nella collaborazione quotidiana e nei processi decisionali, rafforzare la gestione dei dati e riprogettare i workflow per l'era dell'AI agentica.

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(RADIOCOR) 20-06-26 12:20:53 (0216) 5 NNNN

 


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