Candriam: azionario Europa, focus su difesa ed energia ma selettivamente - PAROLA AL MERCATO
di Ken Van Weyenberg* e Quentin Duquesne** (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16 mag - La frammentazione globale, le tensioni geopolitiche e i ricorrenti shock dell'offerta continuano a mettere alla prova il tradizionale modello europeo, fondato su libero scambio e dipendenze esterne. L'autonomia strategica europea rappresenta una trasformazione strutturale che si allontana da questo modello. E proprio la spinta dell'Europa verso l'autonomia strategica apre opportunita' di investimento in settori chiave quali i sistemi energetici, la capacita' industriale, la sanita', la difesa e le tecnologie strategiche.
Secondo il rapporto Draghi, il raggiungimento dell'autonomia strategica richiederebbe circa 750-800 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi all'anno, distribuiti in settori quali energia, difesa, tecnologia e capacita' industriale.
Il settore della difesa e' l'esempio piu' lampante di questo cambiamento. L'attuale quadro europeo consente una spesa per la difesa fino a 800 miliardi di euro, di cui 150 miliardi attraverso lo strumento Safe (Security Action for Europe) a sostegno degli appalti congiunti. Le approvazioni iniziali per il Safe ammontano a decine di miliardi di euro, con impegni totali che dovrebbero superare i 100 miliardi di euro in tutti gli Stati membri.
Questa accelerazione va al di la' del comparto della difesa.
I recenti stanziamenti erogati attraverso il Connecting Europe Facility forniranno finanziamenti a progetti di infrastrutture energetiche transfrontaliere, rafforzando gli investimenti nell'elettricita' e nell'idrogeno, nelle interconnessioni e nell'elettrificazione. Allo stesso tempo, le iniziative dell'Ue in settori quali la ricerca nucleare, la preparazione sanitaria e le tecnologie abilitanti fondamentali stanno subendo un potenziamento, a testimonianza di un impegno piu' ampio volto a rafforzare le capacita' interne.
Anche la resilienza della catena di approvvigionamento sta acquisendo sempre maggiore importanza. L'Europa sta intensificando gli sforzi volti a garantire l'accesso alle materie prime critiche, sia a livello nazionale che attraverso partnership esterne. I recenti accordi commerciali, inclusi quelli con l'Australia, mirano esplicitamente a diversificare le fonti di approvvigionamento e a ridurre la dipendenza da catene di fornitura concentrate o instabili.
Il tema si sta ampliando e sta diventando sempre piu' sistemico. La difesa e' entrata in una fase industriale, la sovranita' energetica ha riacquistato importanza e settori strategici come i materiali, la sanita' e la tecnologia stanno ricevendo una rinnovata attenzione. Nel loro insieme, questi sviluppi segnano una svolta.
Dove si trovano opportunita' Riteniamo che le prospettive di investimento per gli asset europei stiano migliorando, poiche' una maggiore autonomia potrebbe indirizzare i capitali verso settori caratterizzati da una domanda strutturale, da misure di sostegno politico e da vincoli di capacita'. Questa combinazione puo' rafforzare il potere di determinazione dei prezzi, migliorare la visibilita' degli utili e potenzialmente prolungare i cicli di crescita, sebbene i risultati continuino a dipendere dalle condizioni di mercato.
Le opportunita' piu' interessanti tendono a concentrarsi lungo le catene del valore strategiche: ecosistemi di approvvigionamento nel settore della difesa, infrastrutture energetiche ed elettrificazione, materiali critici, soluzioni per l'economia circolare e tecnologie abilitanti a sostegno delle capacita' industriali e digitali dell'Europa. Questi settori beneficiano dell'aumento della spesa e costituiscono fattori fondamentali per l'autonomia stessa.
In questo contesto, pero', la selettivita' resta fondamentale, poiche' non tutte le esposizioni si traducono in creazione di valore, specialmente nei settori ad alta intensita' di capitale e guidati da politiche pubbliche.
* Head of Client Portfolio Management Equity ** European Equity Analyst di Candriam "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.
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