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Assonime: Firpo, servono correttivi su liste cda e fondi pensione piu' forti - INTERVISTA

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 04 mag - Interventi sulla governance societaria, in particolare la revisione delle norme sulle liste dei Cda introdotte dalla legge Capitali e lasciate immutate dalla recente riforma del Tuf, per aumentarne la flessibilita' e un rafforzamento dell'industria dei fondi pensione, oggi frammentata e poco efficiente. Sono queste per Assonime le riforme prioritarie che il Governo dovrebbe affrontare per aiutare le imprese e sviluppare maggiormente i mercati finanziari. La riforma del Tuf, afferma il direttore generale di Assonime, Stefano Firpo, in un'intervista a Radiocor, ha dato alcuni esiti positivi 'soprattutto per le cosiddette PMI quotate e per le aziende che si vanno a quotare. Certo queste regole di maggiore liberalizzazione per questa categoria di aziende avrebbero potuto essere estese a una categoria ben piu' ampia di imprese per liberalizzare di piu' il nostro sistema di governance e allinearlo in maniera ancora piu' forte ai benchmark internazionali. Penso in particolare ai sistemi di nomina degli amministratori, dove l'Italia ha fatto anche notevoli passi indietro introducendo una normativa sulla lista del Cda che oggettivamente, e la pratica ce ne ha dato chiara evidenza nei casi Bpm e Mps, e' non solo disallineata ma proprio controproducente perche' crea solo instabilita' e incertezza negli assetti di governance che produce'. Secondo Firpo 'bisognerebbe invece restituire autonomia statutaria alle aziende, consentirgli di uscire da questi meccanismi di nomina cosi' rigidi, uscire dal voto su liste bloccate, uscire da norme imperative che ingessano la governance delle aziende quando le aziende ormai sono cosi' diverse, cosi' eterogene e che hanno bisogno di sistemi di governance e di controllo societario molto su misura. Ovviamente nel rispetto della tutela delle minoranze, degli investitori, della diversita' e parita' di genere ma dando maggiore liberta' alle imprese nel determinare i propri assetti di governance.

Il governo potrebbe intervenire con degli aggiustamenti: all'interno della riforma del Tuf c'e' la possibilita' di fare dei decreti correttivi. Io penso che sia venuto il tempo, che i tempi siano maturi per rimetterci le mani. Ad esempio, sulla disciplina della lista del CdA, se non la si vuole completamente abrogare, come sarebbe auspicabile, almeno intervenire sulle cose piu' aberranti', rileva il direttore generale di Assonime. Penso ad esempio al fatto che la lista debba essere sovrabbondante, che la lista debba essere votata dai due terzi del Cda, che si produca questa seconda votazione individuale a cui possono partecipare anche quelli che non hanno votato la lista alla prima votazione, creando una competizione per il consenso che snatura il ruolo del consigliere e si presta a comportamenti discutibili.

Insomma, tutti questi meccanismi secondo me andrebbero corretti in maniera radicale per restituire all'istituto la sua dignita' e la sua utilita' all'interno del capitalismo italiano, ricordando a tutti che il Cda lavora nell'interesse esclusivo della societa' e non puo' ne' deve essere concepito come un parlamentino dove si scontrano gli interessi degli azionisti'.

Amm

(RADIOCOR) 04-05-26 16:25:00 (0458) 5 NNNN

 


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