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Aberdeen Investments: colloqui Usa-Iran, i key takeaways per i mercati - PAROLA AL MERCATO

di Paul Diggle * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 apr - I colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan lo scorso fine settimana si sono conclusi senza un accordo. Gli Stati Uniti hanno annunciato un blocco dello Stretto di Hormuz; il cessate il fuoco, per ora, tiene, mentre i prezzi del petrolio Brent sono in rialzo.

Nonostante una settimana iniziata in modalita' risk-off, si puo' dire che il mercato continui comunque a interpretare le prospettive con un atteggiamento ottimista.

Forse non era realistico aspettarsi che un singolo round di colloqui producesse risultati immediati. Il vero progresso e' stato il fatto stesso che i colloqui si siano tenuti di persona.

Il blocco statunitense potrebbe esercitare non solo pressione economica sull'Iran, ma anche pressione diplomatica da parte della Cina (destinazione di una larga quota delle esportazioni energetiche del Golfo, inclusa quella che continuava a fluire dall'Iran). La Cina, a quanto pare, ha avuto un ruolo importante nello spingere l'Iran al negoziato la scorsa settimana.

Il cessate il fuoco, per ora, regge, anche se e' evidentemente estremamente fragile.

Gli Stati Uniti dichiarano di aver avviato operazioni di sminamento nello stretto e hanno riferito che due navi da guerra sono entrate nel Golfo Persico nel fine settimana, il che potrebbe rappresentare il preludio a un tentativo di riaprire forzatamente lo stretto.

Infine, e' probabilmente corretto affermare che, nonostante le dichiarazioni contrarie, il presidente Donald Trump voglia realmente una via d'uscita dal conflitto, a condizione di poterla presentare come una vittoria.

D'altra parte, non e' difficile costruire una lettura molto negativa di tutto questo.

Il fallimento dei colloqui prolunga la durata della chiusura dello stretto. Cio' accresce il rischio di gravi carenze fisiche nei mercati del petrolio, del Gnl, dei prodotti petroliferi raffinati, dei fertilizzanti, dell'elio e dei prodotti petrolchimici. L'Iran potrebbe ritenere di poter resistere al blocco piu' a lungo rispetto agli Stati Uniti e all'economia mondiale.

Il blocco potrebbe inoltre aprire nuovi punti di tensione.

L'Iran ha dichiarato che colpira' le navi statunitensi in transito nello stretto.

Infine, il susseguirsi di colloqui falliti e la ripresa del conflitto potrebbero rendere difficile per i mercati mantenere aspettative di de-escalation, portando invece a reazioni di prezzo piu' estreme. In effetti, la distribuzione dei rischi potrebbe essere piu' 'bimodale' di quanto comunemente si ritenga.

Gli elementi chiave da monitorare nei prossimi giorni sono: la tenuta del cessate il fuoco; se la pressione economica e diplomatica riportera' le parti al tavolo negoziale; le modalita' operative del blocco statunitense; e se si registreranno progressi concreti nelle operazioni di sminamento.

* Chief Economist di Aberdeen Investments "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 15-04-26 14:10:19 (0436) 5 NNNN

 


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