Aberdeen Investments: attenuarsi dei rischi a breve termine sostiene ripresa dei mercati - PAROLA AL MERCATO
di Michael Langham * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 08 apr - La nostra prima impressione e' che questo segni un passo indietro da parte dell'amministrazione Trump e, in parte, del regime iraniano.
Un fragile cessate il fuoco potrebbe reggere, visti i costi economici derivanti dal protrarsi del conflitto, non solo per i paesi coinvolti, ma anche per l'economia globale. Riteniamo che le parti interessate a porre fine al conflitto e a riaprire lo stretto intensificheranno gli sforzi per trovare un compromesso che soddisfi Stati Uniti, Israele e Iran.
Tuttavia, la durata di un cessate il fuoco e di qualsiasi accordo condizionato che ne seguira' sara' discutibile. Siamo scettici sul fatto che gli Stati Uniti o Israele accetteranno le 10 condizioni proposte dall'Iran, non da ultimo perche' e' improbabile che gli Usa mettano fine alla loro presenza militare nel Golfo e non e' chiaro chi paghera' per la ricostruzione dell'Iran. Inoltre, la mancanza di dettagli sulle modalita' con cui l'Iran garantira' di non portare avanti l'arricchimento dell'uranio solleva dubbi sul rispetto delle condizioni israeliane. Pertanto, segnaliamo che i fattori di rischio residui rimarranno elevati nelle prossime due settimane, fornendo un certo sostegno ai prezzi globali del petrolio.
Se la tregua di due settimane dovesse reggere e si raggiungesse un compromesso che consentisse la riapertura dello stretto, lo shock economico globale derivante da questo conflitto risulterebbe gestibile. Lo considereremmo uno shock temporaneo sui livelli dei prezzi che, in alcune economie, potrebbe non ripercuotersi sui consumatori o sulle imprese.
In tal caso, le banche centrali potrebbero sostanzialmente riprendere il percorso intrapreso prima del conflitto. Anzi, se i prezzi delle materie prime tornassero rapidamente alla normalita', l'attenzione potrebbe concentrarsi maggiormente sull'impatto in termini di crescita.
Le implicazioni a piu' lungo termine di questo conflitto saranno un aumento della spesa globale per la difesa e la sicurezza energetica, in particolare nella regione Mena (Medio Oriente e Nord Africa) e in Asia. Ridurre la dipendenza dallo stretto sara' una priorita' per il Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc), ma cio' indebolira' anche la posizione degli Stati Uniti nella regione come garante della sicurezza. In definitiva, l'attenzione verso la spesa per le esigenze interne e la riduzione dei risparmi convogliati all'estero potrebbe trasferire l'asse della crescita da Stati Uniti verso Asia, Europa e Gcc.
Ray Sharma-Ong, Deputy Global Head of Multi-Asset Bespoke Solutions di Aberdeen Investments, illustra le implicazioni per i mercati: I mercati non hanno bisogno di certezze assolute per riprendersi Per i mercati, un cessate il fuoco riduce in modo significativo il rischio di escalation nel breve termine.
Questa riduzione del rischio estremo e' spesso sufficiente a innescare una rapida rivalutazione dei prezzi, anche se le incertezze di lungo periodo persistono.
Non e' necessario guardare lontano per trovare un precedente.
Il 9 aprile 2025, l'S&P 500 e' salito del +9,5% in una sola seduta dopo che Trump ha annunciato una pausa di 90 giorni sui dazi reciproci introdotti il 2 aprile 2025. In quel momento, cosi' come nella situazione attuale, rimanevano diverse incertezze rilevanti. Tuttavia, la rimozione del rischio di ribasso estremo e' stata sufficiente a innescare un forte rimbalzo. Nei mesi successivi, i mercati hanno superato i massimi precedenti.
* Emerging Markets Economist di Aberdeen Investments.
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(RADIOCOR) 08-04-26 16:29:49 (0495) 5 NNNN