21shares: perche' guerra in Iran e Bitcoin sono collegati - PAROLA AL MERCATO
di Eliezer Ndinga * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 mar - Il 28 febbraio scorso, Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi coordinati contro l'Iran, i cui risvolti hanno introdotto una profonda incertezza sulla stabilita' del regime degli ayatollah e sulla direzione che prendera' l'escalation. A sua volta, l'Iran ha reagito colpendo le infrastrutture energetiche del Golfo Persico e ha dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz.
Ma perche' tutto questo ha un peso sul mercato cripto? Come gia' accennato, lo shock iraniano ha profonde implicazioni sui mercati energetici, che a loro volta si trasmettono al Bitcoin attraverso il petrolio: meno greggio che scorre attraverso lo Stretto di Hormuz significa prezzi dell'energia piu' elevati, un'inflazione piu' rigida e una Federal Reserve con meno margine di manovra; tutti elementi che dovrebbero favorire gli investimenti in asset digitali. E' vero che prezzi piu' alti comportano costi di mining maggiori, ma recentemente si sono raggiunti i 20 milioni di BTC minati sul massimo di 21; pertanto, questa attivita' sara' sempre piu' marginale in futuro, anche considerando che l'ultimo milione di token sara' creato nell'arco di 117 anni.
Bisogna anche considerare che questo conflitto e' profondamente diverso da quelli che lo hanno preceduto, anche rispetto a quello del 2025. Gli shock successivi a questi ultimi erano infatti legati al danneggiamento di impianti che comunque potevano essere riparati; era quindi previsto un ritorno alla piena operativa, sebbene con tempistiche piu' o meno lungo. Stavolta si e' preso di mira il regime che governa una nazione e l'uccisione del leader supremo iraniano rende lo scenario di una rapida de-escalation molto meno probabile rispetto al passato. Cio' significa che i mercati inizieranno sempre di piu' a scontare le conseguenze di uno shock prolungato dell'approvvigionamento energetico.
A sua volta, shock energetici prolungati, in particolare quando coincidono con tensioni fiscali e monetarie, spingono il capitale verso asset scarsi e non sovrani ed e' qui che il Bitcoin puo' trarre un vantaggio, approfittando di capitali sempre piu' in cerca di riserve di valore non sovrane.
E' vero che il Bitcoin e' sceso da 70mila a 63mila dollari durante le prime fasi del conflitto e a causa della scarsa liquidita', ma e' rimasto comunque all'interno del range di febbraio. Per questo noi di 21shares riteniamo che se nei prossimi giorni continuera' a mantenersi sopra la soglia di 65mila dollari, i mercati potrebbero iniziare a rivalutarlo come un asset solido, visto anche l'indebolimento del mercato azionario globale.
A sostegno di questa visione ci sono vari fattori, come l'indicatore Hash Ribbon che si sta avvicinando a un segnale di ripresa dopo quasi tre mesi di capitolazione e gli Etf spot statunitensi che hanno registrato quasi 1 miliardo di dollari di afflussi netti tra il 2 e il 4 marzo, interrompendo una serie negativa durata quattro settimane, confermando che le istituzioni stanno aumentando l'esposizione. Infine, vi e' anche una ragione storica: gli shock geopolitici hanno costantemente prodotto forti ribassi in Bitcoin, seguiti da rapide riprese.
In generale, sul mercato cripto le crisi di liquidita' creano un punto di ingresso al mercato, a cui segue il riprezzamento strutturale. Gli stessi fattori stanno emergendo di nuovo: crescenti impegni fiscali, politica monetaria restrittiva e crescente domanda di asset non sovrani e il Bitcoin non ha ancora visto un riprezzamento, come invece avvenuto con l'oro nei mesi scorsi, asset con cui condivide molte proprieta'.
* Head of Research di 21Shares "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.
L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".
red-
(RADIOCOR) 14-03-26 17:11:05 (0391) 5 NNNN