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21shares: bitcoin e guerra in Iran, tre possibili scenari - PAROLA AL MERCATO

di Elie'zer Ndinga * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 mar - Sono ormai trascorsi quasi 20 giorni dall'inizio dell'operazione 'Epic Fury' da parte delle forze congiunte di Israele e Stati Uniti, le cui conseguenze hanno ormai trasceso il solo mercato dell'energia. Si puo' quindi affermare con una certa sicurezza che il mercato degli asset digitali non solo ha superato lo shock geopolitico, ma ha anche fatto registrare una crescita molto positiva, con Bitcoin che ha segnato un +13% su base mensile, mentre il mercato totale si e' espanso del 12,5% nello stesso arco temporale. Per dare un termine di paragone, l'S&P 500 ha perso il 3,7%; l'oro il 6,5% e l'argento il 15%. Solo l'obbligazionario e' in positivo (+10%).

Ma quindi il Bitcoin ha superato la fase di ribasso che lo aveva caratterizzato negli ultimi mesi ed e' pronto per nuovi rally? Oppure siamo in una fase di pausa prima che la contrazione riprenda? Purtroppo, questi e altri scenari intermedi oggi sono tutti possibili; tuttavia, l'evoluzione del conflitto in Iran nelle prossime settimane potrebbe fornire indicazioni interessanti su quale si concretizzera'.

Scenario rialzista: risoluzione in un mese La chiusura dello Stretto di Hormuz viene risolta nei prossimi 30 giorni, per vie diplomatiche o militari, e l'attivita' dei tanker riprende come prima del 28 febbraio.

Se si verificasse questo scenario, sarebbe verosimile che il prezzo del petrolio scenda verso i 70 dollari al barile e poi a $60 con la riapertura delle vie commerciali. Tuttavia, sarebbe verosimile anche un'accelerazione nel processo di diversificazione delle riserve, soprattutto da parte dei paesi Brics, in favore di altre asset class come oro, valute locali, attivita' on-chain e altri sistemi regolamentati non-sovrani. In una situazione del genere, il Bitcoin sarebbe chiaramente avvantaggiato e nell'immediato potrebbe raggiungere un valore compreso tra i 74mila e i 75mila dollari, per poi proseguire la sua crescita di medio-lungo termine fino a $80mila-90mila.

Scenario ribassista: escalation di 6 mesi e reset di sistema Lo scenario peggiore, invece, si colloca diametralmente all'opposto di quello appena visto, e prevedo che lo Stretto di Hormuz restera' chiuso per un periodo di tempo molto lungo (almeno sei mesi), con il conflitto che si allarga a tutti i Paesi della regione, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. In questo caso sarebbe verosimile aspettarsi un prezzo del dollaro al barile superiore a $150, ma anche un rally dell'oro oltre i $6.000 dollari l'oncia, spinto dallo stress monetario che si verrebbe a creare. Se a questo si aggiungono gli attacchi iraniani, sia fisici sia cyber, si ottiene che l'escalation si propagherebbe all'intero sistema finanziario con: - Utenti impossibilitati ad accedere ai loro depositi bancari - Shock sulle piattaforme abilitanti i sistemi di pagamento - Prolungata instabilita' di mercato Una simile eventualita' potrebbe provocare profonde contrazioni del mercato e quello cripto ne sarebbe certamente coinvolto. Nello specifico, noi 21shares riteniamo che nel lungo termine assisteremo comunque a una ripresa, ma il contraccolpo di breve periodo potrebbe portare il prezzo anche a ridosso dei 50mila dollari.

* Head of Research di 21shares.

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(RADIOCOR) 22-03-26 15:45:48 (0301) 5 NNNN

 


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