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WeRoad: 300mila giovani viaggiatori in 9 anni, ora parte alla conquista degli Usa - INTERVISTA -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 12 apr - Per il momento l'Italia resta pero' il mercato "piu' importante" a livello di ricavi. Nel 2026 dovrebbe infatti "pesare ancora per i due terzi del business". Per questo esercizio l'obiettivo e' quindi "aumentare i margini in quest'area, visto che e' profittevole gia' da un paio di anni", ma "nel lungo periodo - specifica D'Amico - e' normale che non sara' piu' il nostro primo mercato".

A capo del gruppo da quattro anni, dopo un'esperienza ventennale dell'agenzia di viaggi olandese Booking.com, il manager ha gia' guidato tra il 2021 e il 2022 l'ingresso di Weroad nei mercati di lingua inglese, spagnola, francese e tedesca. Tutti segmenti in forte espansione, dove per i prossimi mesi l'obiettivo e' "avvicinarci al breakeven", anche a fronte dei "grandi investimenti di marketing" necessari a far conoscere l'azienda. In particolare, la travel company vuole rafforzarsi in Germania: "e' il nostro secondo mercato piu' rilevante - spiega infatti il Ceo - sia per i numeri generali, sia perche' e' un territorio abbastanza vergine" per il settore dei viaggi di gruppo on the road. Anche la Francia offre diverse opportunita', visto che "ha alcuni competitor ma piccolini". Invece il Regno Unito, che pure e' un segmento "molto importante", sconta la presenza di "diversi player maturi" nel settore dei viaggi di gruppo. Tuttavia, puo' essere un trampolino per l'espansione verso altri mercati in lingua inglese come "Australia, Canada e soprattutto Stati Uniti, che da soli potrebbero valere come tutta l'Europa", afferma D'Amico. "L'altra geografia verso cui vogliamo andare e' il Sudamerica - prosegue il Ceo - Abbiamo gia' un sito in lingua spagnola che puo' servire l'area".

D'altra parte, il progetto di crescita di WeRoad puo' contare sul sostegno di "molti investitori italiani". Tra questi anche H14, la holding gestita da Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, che nel 2023 e' stata lead investor del round di finanziamento da 18 milioni lanciato dalla societa'.

Operazione a cui hanno partecipato anche investitori privati come la famiglia Grassi (del gruppo E80) e la famiglia Rovati (Rottapharm). La maggioranza delle quote della holding della travel company (pari a "circa un terzo") rimane comunque al momento in mano alla One Day di Paolo De Nadai, che detiene anche una partecipazione personale. Per proseguire nel suo percorso di sviluppo, l'azienda valuta pero' anche l'approdo in Borsa, che potrebbe essere un'opzione "che arrivera' sul tavolo tra qualche anno". La quotazione "e' possibile - spiega infatti D'Amico - ma non e' una cosa alla quale ci stiamo preparando per ora. Ad oggi non e' in vista". La priorita', ribadisce il Ceo, "e' continuare a crescere in Europa e realizzare l'espansione negli Stati Uniti". Una volta raggiunti questi traguardi, "vedremo quale sara' l'opportunita' migliore per avere risorse addizionali per andare piu' veloci".

Giorgia Colucci

(RADIOCOR) 12-04-26 15:45:25 (0412) 5 NNNN

 


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