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Vinitaly: tra 12 e 15 aprile attesi 30mila operatori da 130 Paesi, 1.000 buyer

Bricolo, Vinitaly strategico per proiezione internazionale (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Padova, 12 apr - 'Vinitaly rappresenta oggi un'infrastruttura per sostenere e amplificare la proiezione internazionale del vino italiano.

Cosi' il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha aperto oggi la 58^ edizione di Vinitaly alla presenza di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati; di Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri; di Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, della Sovranita' alimentare; di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; di Alessandro Giuli, ministro della Cultura; di Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo; di Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo; di Matteo Zoppas, presidente Ita - Italian Trade Agency; di Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto e delle autorita' locali.

A Vinitaly 2026 tra il 12 e il 15 aprile sono attesi oltre 30 mila operatori esteri provenienti da 130 Paesi, oltre a 1.000 i top buyer selezionati, invitati e ospitati congiuntamente da Veronafiere e Ita - Italian trade Agency. In zona extra Ue spiccano delegazioni importanti dal Nordamerica, ma anche dall'area asiatica con aumento degli arrivi dalla Cina ma anche da India, Giappone e Thailandia, oltre che da Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine. Questi per altro sono anche i paesi (a cui si devono aggiungere anche Brasile, Cina, Australia, Usa e Uk) a maggiore potenziale di sviluppo per il settore. Folta la presenza attesa dall'area sudamericana, Brasile e Messico in primis, e in forte crescita l'incoming dell'Africa, che quest'anno registra un perimetro di azione allargato a 10 Stati.

'Il valore export 2025 e' risultato in calo di quasi il 4% - ha detto il responsabile dell'Osservatorio, Carlo Flamini - ma, secondo le nostre stime, se avessimo avuto in pancia un'incidenza della quota Premium al 20% invece dell'attuale 17%, il saldo negativo si sarebbe ammorbidito a -0.7%. Di piu', se il nostro Paese si desse l'obiettivo di aumentare di 1 punto l'anno il peso dei Premium sulla propria offerta (+11% di valore in 5 anni), l'export generale ne beneficerebbe, arrestando quella decrescita che, a fattori costanti, e' prevista continuare fino almeno al 2029 per cumulare un -12% di saldo 2029/24'.

Secondo Prometeia, il vino si colloca ad oggi al secondo posto per saldo della bilancia commerciale estera tra i comparti tradizionali del made in Italy, con un valore di +7,2 miliardi di euro nel 2025.

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