Ue: von der Leyen, un errore strategico tornare ai combustibili fossili russi -2-
Mai citati Usa e Israele, colpa guerra e' dell'Iran (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 11 mar - Von der Leyen si e' presentata al Parlamento europeo per dare conto delle discussioni in vista del Consiglio europeo del 19-20 marzo. Prima di dedicare il suo intervento all'effetto economico della guerra all'Iran condotta da Usa e Israele ha ricapitolato la sua posizione generale senza neppure citare, appunto, ne' Usa ne' Israele. Infatti, fin dalle prime battute ha parlato soltanto della responsabilita' del regime iraniano e dell'Ayatollah Khamenei, che 'ha governato attraverso la repressione, la violenza e la paura... e ha sponsorizzato il terrorismo in tutta la regione e persino sul suolo europeo'. Per questo 'non si dovrebbero versare lacrime per un regime del genere e molti iraniani hanno celebrato la caduta di Khamenei. Sperano che questo momento possa aprire la strada verso un Iran libero. Questo e' cio' che il popolo iraniano merita: liberta', dignita' e il diritto di decidere del proprio futuro'. Viene confermata, dunque, la sua propensione a sostenere il cambio di regime, strategia sulla quale dissente il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che proprio in risposta alle posizioni espresse anche ieri da von der Leyen, ha ricordato che la liberta' non si conquista con i bombardamenti (altrui).
Dopodiche' la presidente della Commissione ha pur ricordato che la Ue 'e' stata fondata come progetto di pace, il nostro incrollabile impegno nel perseguimento della pace, nei confronti dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale sono centrali oggi come lo erano al momento della nostra creazione. E sosterremo sempre questi principi'. Ieri von der Leyen ha parlato della guerra all'Iran come di 'un conflitto regionale con effetti non intenzionali' (unintended in inglese), come se chi l'ha avviata non avesse gli strumenti per prevederli. Si sta parlando degli effetti economici e sui mercati dell'energia.
Von der Leyen ha indicato che ebbene l'Europa sia ora molto meno esposta alle importazioni di combustibili fossili grazie alla diversificazione, 'non significa che siamo immuni agli shock dei prezzi. I mercati energetici sono globali. Le perturbazioni nel Golfo si ripercuotono rapidamente sui prezzi ovunque. Stiamo gia' assistendo a picchi di prezzo '.
Il fatto e' che 'finche' importiamo una quota significativa di combustibili fossili da regioni instabili, siamo vulnerabili e dipendenti'. Il costo e' presto fatto: secondo i calcoli della Commissione dall'inizio del conflitto, i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%. Dieci giorni di guerra sono gia' costati ai contribuenti europei altri 3 miliardi di euro in importazioni di combustibili fossili. Nello stesso tempo i prezzi di rinnovabili e nucleare sono rimasti invariati. Ecco perche' sarebbe un errore 'abbandonare la strategia a lungo termine' (decarbonizzazione e diversificazione degli approvvigionamenti) cosi' come tornare ai combustibili fossili russi.
A Bruxelles si riparla del modo in cui ridurre le bollette energetiche dei cittadini: von der Leyen dice che si devono considerare tutte e quattro le componenti del prezzo: il costo dell'energia stessa, che rappresenta oltre il 56% della bolletta; le tariffe di rete (18%); imposte e prelievi (15%); i costi del carbonio (in media intorno all'11%). >Per von der Leyen 'e' fondamentale ridurre l'impatto sui costi quando il gas determina il prezzo dell'elettricita'', annuncia diverse opzioni: un migliore utilizzo degli accordi di acquisto di energia e dei contratti per differenza; misure di aiuti di Stato; valutazione di sovvenzioni o di limiti massimi al prezzo del gas.
Quanto alle tariffe di rete, queste sono necessarie per investire in reti piu' numerose e piu' 'intelligenti'.
Dall'altro, c'e' margine per aumentare la produttivita' delle reti, in modo da ridurre lo spreco di energie rinnovabili.
Per imposte e prelievi la competenza e' nazionale, pero' alcuni Stati membri tassano l'elettricita' molto piu' del gas. Per quanto riguarda il sistema di scambio delle emissioni (Ets), attualmente contrastato da settori industriali e da alcuni governi (compreso quello italiano), von der Leyen lo difende: 'Senza l'Ets consumeremmo 100 miliardi di metri cubi di gas in piu', il che ci renderebbe ancora una volta piu' vulnerabili e piu' dipendenti. Quindi, abbiamo bisogno dell'Ets, ma dobbiamo modernizzarlo'.
Aps
(RADIOCOR) 11-03-26 11:24:05 (0311) 5 NNNN