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Ue: svolta di Bruxelles su fusioni per favorire campioni industriali europei - FOCUS

Bozza linee guida per proiezione globale, resilienza, difesa (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 30 apr - La Commissione europea vuole imprimere una svolta nella politica di concorrenza per rafforzare da un lato il mercato interno e favorire l'espansione dei cosiddetti 'campioni' europei allo scopo di garantire meglio l'innovazione e metterli in condizione di competere a livello globale. La bozza delle nuove linee guida sul modo in cui Bruxelles valutera' le fusioni tra imprese e' stata pubblicata oggi ed e' stata aperta la consultazione pubblica. In un passaggio del lungo testo comunitario e' sintetizzato il nuovo approccio comunitario: se la politica della concorrenza garantisce il corretto funzionamento del mercato interno proteggendo consumatori e imprese dalle societa' che concentrano il potere di mercato per minare il processo competitivo, 'il contesto geopolitico e commerciale globale e' cambiato e per riflettere questa realta', e' necessario riesaminare l'approccio al bilanciamento dei diversi possibili effetti di una fusione'.

Una prima novita' e' che le dimensioni industriali e la competitivita' globale sono diventate sempre piu' importanti.

La Commissione, e' indicato nel testo sottoposto a consultazione, 'considera positive le fusioni che aumentano la dimensione aziendale, combinando attivita' complementari di diversi Stati membri senza generare sovrapposizioni significative, e che contribuiscono a un'ulteriore integrazione del mercato interno'.

Una seconda novita' e' che, dato l'orientamento dell'economia verso settori a forte vocazione innovativa e verso una maggiore dipendenza da catene di approvvigionamento critiche, l'espansione (cioe' una dimensione di scala piu' elevata delle imprese), l'innovazione e la garanzia di un approvvigionamento affidabile di input critici 'possono risultare fondamentali per competere'. Di conseguenza 'la valutazione delle fusioni dovrebbe attribuire il giusto peso all'espansione (delle imprese), all'innovazione, agli investimenti e alla resilienza come fattori procompetitivi che possono beneficiare di un certo grado di consolidamento e dovrebbe tenere conto del modo in cui la concentrazione proposta influira' sul potenziale di innovazione futuro. La valutazione dovrebbe considerare gli aspetti dinamici e l'impatto a lungo termine'.

In sostanza la Commissione vuole considerare positivamente le fusioni che aumentano le economie di scala procompetitive a patto che mantengano nello stesso tempo una 'concorrenza efficace' nel mercato interno. Nel testo comunitario si legge che 'la crescita e l'espansione delle imprese nel mercato interno, al fine di raggiungere le dimensioni necessarie per competere nei mercati globali, possono essere a favore della concorrenza e avere un impatto positivo sull'economia della Ue e sulla sua competitivita' anche in termini di innovazione e investimenti. Cio' e' particolarmente importante nei mercati in cui le imprese globali svolgono un ruolo significativo ed esercitano una forte pressione competitiva.

La concorrenza puo' essere importante anche per acquisire economie di scala, poiche' la rivalita' spinge le imprese a ridurre i costi, migliorare i prodotti e investire nell'innovazione'. Cio' vale tanto piu' nei settori ad alta intensita' di capitale e caratterizzati da una rapida innovazione in materia di ricerca e sviluppo.

Un'altra novita' della nuova visione della politica di concorrenza e' la centralita' della resilienza nella valutazione delle concentrazioni. Per resilienza Bruxelles intende 'la prontezza e la capacita' del mercato interno o di una sua parte di continuare a servire i clienti e di anticipare, resistere e riprendersi da gravi choc'. Fattori particolarmente rilevanti per la resilienza del mercato interno sono la sicurezza e la diversificazione delle catene di approvvigionamento, la sicurezza, la sicurezza informatica delle infrastrutture critiche fisiche e digitali, la capacita' di reazione in materia di difesa, gli incentivi delle imprese a investire in tecnologie critiche.

Le fusioni, sottolinea la Commissione, 'possono avere effetti sia positivi che negativi sulla resilienza', tuttavia viene indicato come 'contribuiscano allo sviluppo di capacita' e competenze nel mercato interno, ad esempio in ogni fase della catena di approvvigionamento delle tecnologie digitali, al fine di favorire la concorrenza nei settori altamente concentrati del mercato interno. Una concorrenza piu' forte generalmente non solo si traduce in prezzi piu' bassi, ma tende anche a stimolare una maggiore produttivita', investimenti e innovazione'.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps.

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