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Ue: spinta per aprire sul serio negoziati adesione Kiev, sempre spettatori su Hormuz - FOCUS -2-

L'assistenza collettiva in caso di attacco e il prossimo bilancio (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Agia Napa, 23 apr - Sotto tiro delle sanzioni Ue anche 16 entita' in Cina, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan, Kazakistan e Bielorussia che hanno fornito beni a duplice uso o sistemi d'arma. Per la prima volta viene attivato lo strumento antielusione Ue vietando l'esportazione di qualsiasi macchina a controllo numerico computerizzato e di radio in Kirghizistan, dove esiste un alto rischio che questi prodotti vengano riesportati in Russia. Poi altre misure sull'export di vetreria da laboratorio, alcuni lubrificanti ad alte prestazioni, materiali energetici, prodotti chimici, gomma e articoli in gomma vulcanizzata, articoli in acciaio, utensili per la produzione di metalli e trattori industriali; restrizioni di importazioni.

Tutte misure sanzionatorie che faranno male alla Russia e tuttavia resta insoluto il problema numero uno: non si vede ancora il punto di arrivo della partita delle sanzioni contro la Russia, che dimostra una capacita' di resistenza economica non indifferente nonostante difficolta' crescenti che per il momento vengono lenite dall'aumento dei prezzi di petrolio e gas dovuto al blocco di Hormuz.

Mentre i capi di stato e di governo della Ue erano in viaggio per Cipro, era in corso la prova di forza nello stretto di Hormuz tra Usa e Iran: nonostante la proroga del cessate il fuoco da parte americana, non ci sono segnali di svolta sul fronte diplomatico. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha indicato alla stampa, prima dell'avvio del Consiglio europeo, che non 'c'e' de-escalation sull'Iran senza una partecipazione attiva dell'Europa'.

Una prova di questa partecipazione attiva e' stata data oggi con la riunione dei responsabili militari di diversi paesi a Londra per definire il piano comune per la sicurezza di Hormuz, piano da concretizzare una volta che ci saranno le condizioni di pace o, quantomeno, di solido, credibile e rispettato cessate il fuoco. Si tratta della messa in pratica di quanto stabilito dai leader dei paesi 'volonterosi' all'incontro per videoconferenza della scorsa settimana con la presenza a Parigi di Macron, Meloni, Merz e Starmer. Siamo alla pianificazione militare, che pero' servira' solo nel momento in cui ci saranno le condizioni per non fare delle navi dei 'volonterosi' un bersaglio.

Domani alle discussioni parteciperanno anche Egitto, Giordania, Libano Siria e i Paesi del Golfo per discutere di sicurezza regionale. La Ue punta molto a mantenere un costante contatto con i responsabili di tutta l'area sia per l'ovvio interesse alle forniture energetiche e ai legami finanziari sempre piu' importanti con le petromonarchie in settori decisivi dell'economia continentale, ma anche per allargare il fronte della sicurezza collettiva nell'area.

La questione della sicurezza ha un risvolto anche interno alla Ue: riguarda i vincoli tra gli Stati membri sull'assistenza reciproca in caso di attacco. Il trattato Ue (articolo 42.7) prevede la clausola di mutua assistenza in base al quale qualora uno stato membro subisca un'aggressione sul proprio territorio gli altri stati sono obbligati a prestare aiuto e assistenza 'con tutti i mezzi in loro possesso'. Non vengono definite pero' le procedure da seguire e non viene specificato l'aiuto militare. Come spesso avviene per le disposizioni Ue si puo' fare cio' che non viene espressamente impedito. Tuttavia l'impegno all'assistenza resta vago, in tempi come quelli odierni e' un 'buco' da colmare. La responsabile di politica estera e di sicurezza Kaja Kallas presentera' un piano per il meccanismo di mutua difesa.

Infine la questione del bilancio. Il presidente del Consiglio europeo Costa spera che si facciano passi avanti sulle cosiddette risorse proprie della Ue, cioe' le fonti delle entrate per il bilancio. Tema sempre delicato e divisivo tra gli Stati membri. In realta' c'e' molto tempo perche' il nuovo bilancio Ue 'partira'' dal 2028, pero' aspettare fine 2027 per trovare un'intesa viene ritenuto rischioso perche' in primavera ci saranno le presidenziali in Francia e in autunno il voto in Italia. La preoccupazione in particolare riguarda la Francia in cui potrebbe prevalere il Rassemblement National di Bardella-Le Pen.

Dal 2028 la Ue dovra' rimborsare 25 miliardi di euro all'anno per il debito di NextGenerationEU, gli impegni per difesa/sicurezza e per rafforzare le competitivita' economica sono di grande rilievo: in sostanza, occorre trovare risorse aggiuntive ai contributi nazionali, alle entrate da Iva, dazi. Ci sono varie proposte sul tavolo, ma non ci sono segnali abbiano un consenso sufficiente. Resta la distanza tra i 'frugali' (Nord, Germania) e gli altri cosi' come non c'e' consenso anche sulla direzione dei fondi.

Il confronto tra i leader sara' il primo della serie, ma non ci si aspettana' decisioni di fondo.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 23-04-26 19:32:47 (0787) 5 NNNN

 


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