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T. Rowe Price: volatilita' in vista con il nuovo presidente della Fed - PAROLA AL MERCATO

di Arif Husain* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 giu - Mentre i disordini in Medio Oriente e l'ottimismo legato all'intelligenza artificiale continuano a trainare i mercati, la prima riunione di politica monetaria della Federal Reserve con un nuovo presidente e' passata in sordina. Il dibattito relativamente limitato su questo importante cambiamento si e' concentrato soprattutto sulle tensioni di breve termine legate al mutamento degli atteggiamenti verso l'attuale politica monetaria, alla luce di un'inflazione piu' persistente. Tuttavia, questa transizione comporta implicazioni potenzialmente significative a lungo termine per i mercati.

Durante la sua audizione di conferma al Senato, il presidente della Fed Kevin Warsh ha sostenuto la necessita' di cambiamenti strutturali nel modo in cui la banca centrale gestisce la politica monetaria. I suoi obiettivi dichiarati includono la riduzione delle dimensioni del bilancio della Fed, pari a quasi 7.000 miliardi di dollari, e l'eliminazione del "dot plot" (grafico a punti) e di altre forme di indicazioni prospettiche (forward guidance). A lungo termine, ritengo che queste misure avrebbero la conseguenza involontaria di aumentare la volatilita' del mercato, sia implicita che realizzata.

La politica della Fed dopo la grande crisi Dalla crisi finanziaria globale in poi, molti investitori sono stati premiati per aver scommesso su una minore volatilita' attraverso la vendita di opzioni o altre strategie che beneficiano del calo della volatilita'. Ad esempio, il restringimento degli spread creditizi rappresenta implicitamente una scommessa sul calo della volatilita'.

La politica monetaria della Fed successiva alla crisi finanziaria globale, incluso il quantitative easing su vasta scala, e' stata particolarmente incisiva nel ridurre la volatilita'. L'ormai celebre "Fed put" ha visto la banca centrale immettere una liquidita' sostanziale e fornire una forward guidance che ha ancorato le aspettative di inflazione e ridotto le probabilita' di scenari estremi (le cosiddette "code" della distribuzione dei potenziali risultati).

Sebbene anche altri fattori strutturali del mercato siano stati significativi nel ridurre i livelli di volatilita', credo che la Fed e le altre banche centrali globali siano state il motore principale. Le loro azioni hanno ridotto la volatilita' dei tassi, il che ha portato a una minore volatilita' nei mercati del credito e, di conseguenza, in quelli azionari.

Il rischio di revocare la forward guidance Un tentativo della Fed di ridurre ulteriormente il proprio bilancio, dopo che la banca centrale ha concluso il suo ultimo programma di quantitative tightening alla fine del 2025, dovrebbe spingere il mercato a ripensare le storiche aspettative di un calo della volatilita'. L'eliminazione della forward guidance, compreso il dot plot, avrebbe lo stesso effetto, offuscando le prospettive di politica monetaria della Fed e aprendo la strada a una gamma piu' ampia di possibilita'. Sebbene non sia affatto perfetto, il dot plot aiuta a mitigare le aspettative di esiti estremi.

*CFA, Head of Global Fixed Income, Chief Investment Officer, Fixed Income, T. Rowe Price.

Red-

(RADIOCOR) 15-06-26 12:41:50 (0289) 5 NNNN

 


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