Sole 24 Ore: in edicola da oggi il nuovo libro di Giampiero Falasca
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 apr - Arriva in edicola per un mese con Il Sole 24 Ore da oggi e in libreria dal 1 maggio "Sfaticati. Oltre il mito dei giovani fannulloni: cosa chiede al lavoro la Gen Z", il nuovo libro di Giampiero Falasca. Un saggio che parte da una domanda tanto diffusa quanto controversa: i giovani non vogliono piu' lavorare oppure siamo di fronte a un cambiamento piu' profondo che fatichiamo a comprendere? Il volume smonta uno degli stereotipi piu' radicati nel dibattito pubblico - quello dei giovani 'sfaticati' - e lo ribalta, proponendo una lettura piu' complessa e meno giudicante del rapporto tra nuove generazioni e lavoro. Falasca, avvocato ed esperto di diritto del lavoro e relazioni industriali, costruisce un'analisi che intreccia dati, esperienze e riflessioni, affiancato nel racconto anche dalla voce diretta di un ventenne, utilizzata come lente per osservare un mondo in trasformazione. Non pigrizia, ma disallineamento. Il punto di partenza e' chiaro: definire i giovani 'sfaticati' e' una scorciatoia che semplifica la realta'. Dietro questa etichetta si nasconde un cambiamento radicale del contesto economico e sociale. Se per le generazioni precedenti il lavoro rappresentava una promessa di emancipazione, oggi per molti e' percepito come una fonte di precarieta' e incertezza. Il libro individua due figure simboliche: gli 'sfaticati esigenti', che rifiutano un modello di vita fondato esclusivamente sul sacrificio, e gli 'sfaticati dannati', costretti invece a lavorare in condizioni instabili e poco gratificanti. Una distinzione che fotografa la frattura interna alla stessa Gen Z e restituisce la complessita' di un fenomeno spesso raccontato in modo superficiale. La crisi del lavoro e' prima di tutto culturale. Secondo Falasca, il nodo centrale non e' la mancanza di voglia di lavorare, ma la perdita di senso del lavoro stesso. La crisi e' prima di tutto culturale: si e' incrinato il legame tra impegno e prospettive, tra sacrificio e riconoscimento. In un contesto segnato da precarieta', salari bassi e incertezza sul futuro, i giovani mettono in discussione un modello che le generazioni precedenti hanno dato per scontato. Non si tratta di rifiuto ideologico, ma di una richiesta di coerenza: il lavoro deve essere sostenibile, compatibile con la vita personale, capace di offrire prospettive reali. Una posizione che, piu' che pigrizia, esprime una nuova forma di consapevolezza. Una generazione piu' istruita ma meno fiduciosa. Il libro evidenzia anche un paradosso: la Gen Z e' tra le generazioni piu' istruite di sempre, ma anche tra le piu' sfiduciate. Il futuro appare incerto, spesso percepito piu' come rischio che come opportunita'. Cambiamento climatico, instabilita' economica e fragilita' del mercato del lavoro contribuiscono a ridurre la fiducia e a indebolire la motivazione. In questo scenario, anche il percorso formativo perde parte della sua funzione propulsiva: studiare non garantisce piu' automaticamente un'adeguata collocazione professionale. Il risultato e' una distanza crescente tra aspettative e realta', che alimenta disincanto e frustrazione. Verso un nuovo patto generazionale. Il libro propone di superare contrapposizioni sterili per costruire un nuovo patto fondato su merito, sostenibilita' e riconoscimento reciproco. La provocazione finale e' netta: forse i veri 'sfaticati' non sono i giovani che mettono in discussione il sistema, ma chi ha smesso di interrogarsi sul senso del lavoro e continua a difendere modelli che non funzionano piu'.
Red
(RADIOCOR) 25-04-26 16:20:47 (0379) 5 NNNN