Sanita': rapporto Medici del Mondo, piu' disparita' in accesso a prevenzione e cure
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 giu - In Italia, la possibilita' di curarsi dipende sempre piu' dal reddito, dal territorio in cui si vive e dalla capacita' di aggirare liste d'attesa incompatibili con i tempi della malattia. E' quanto emerge da 'La misura della disuguaglianza. Crisi del Servizio Sanitario Nazionale e divari nell'accesso alla prevenzione e alle cure oncologiche in Italia', il nuovo report di Medici del Mondo. Lo studio fotografa un SSN sempre piu' segnato da sottofinanziamento, carenza di personale, aumento della spesa privata e profonde differenze territoriali nell'accesso alle cure. Tra il 2010 e il 2019 sono stati ridotti o non assegnati alla sanita' oltre 37 miliardi di euro rispetto ai livelli programmati1, col risultato che il rapporto tra spesa sanitaria pubblica e PIL si attesta al 6,3%, al di sotto sia della media Ocse sia di quella europea. Parallelamente, cresce il ricorso alla sanita' privata: nel 2023 i principali gruppi privati della sanita' italiana hanno superato i 12 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del 15,5% rispetto al periodo pre-pandemia. Tra le criticita', spicca poi il progressivo aumento della spesa sanitaria sostenuta direttamente da cittadine e cittadini: 41,3 miliardi di euro, pari al 22,3% della spesa sanitaria totale4, da oltre dieci anni stabilmente sopra la soglia del 15% indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' come limite oltre il quale vengono compromessi universalita' ed equita' nell'accesso alle cure. A questo si aggiungono l'allungamento delle liste d'attesa e la rinuncia alle cure: solo nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone in Italia hanno dichiarato di aver rinunciato almeno a una prestazione sanitaria, principalmente per motivi economici o per i tempi di attesa troppo lunghi. L'oncologia, focus del report, rappresenta uno degli ambiti piu' rilevanti per comprendere le trasformazioni e le fragilita' del SSN. Solo in Italia, nel 2023, sono state stimate circa 395.000 nuove diagnosi di tumore maligno.
Proprio l'analisi sull'accesso ai percorsi oncologici mette in luce un divario ancora molto marcato tra Nord e Sud, a livello, in particolare, di disponibilita' di reti oncologiche regionali realmente operative, di accesso ai farmaci innovativi e di tempi di presa in carico. Ma anche di prevenzione secondaria: ad esempio, l'adesione agli screening mammografici organizzati raggiunge il 63,2% nel Nord Italia, ma si ferma al 40,1% nel Sud e nelle Isole, e per lo screening del tumore del colon-retto il divario e' ancora piu' marcato (46,8% al Nord contro 21,1% nel Sud). La situazione e' particolarmente negativa in Calabria, dove appena il 5,2% delle persone aderisce ai programmi di screening per il tumore del colon-retto.
Gli-com.
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