Sanita': boom dell'intelligenza artificiale tra i medici ma serve formazione
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 22 mag - Il 61% dei medici specialisti e dei dottori di famiglia e il 37% degli infermieri dichiara di aver utilizzato la Gen AI, cioe' l'Intelligenza artificiale generativa, quasi sempre su piattaforme generaliste. Il dato emerge dall'ultima ricerca dell'Osservatorio Sanita' Digitale del Politecnico di Milano ed e' stato illustrato al Festival dell'Economia di Trento.
'L'AI - ha spiegato la direttrice dell'Osservatorio Chiara Sgarbossa - puo' generare un impatto profondo sulla pratica clinica e sui pazienti. La sua diffusione, pero', richiede un approccio guidato da responsabilita' e da un giusto senso di urgenza perche' questi strumenti stanno entrando rapidamente nella quotidianita' di professionsti e cittadini'. Cruciale la formazione: quella sull'IA generalista per il momento interessa solo un 30% dei professionisti sanitari. 'Il valore di un algoritmo di Intelligenza artificiale non e' nel vedere o meno una frattura ma, a esempio, nel migliorare il percorso del paziente da quando arriva in Pronto soccorso a quando ne esce - ha avvisato Andrea Laghi, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Irccs Istituto clinico Humanitas -. Il medico attuale, con le sue competenze, non puo' 'farcela' da solo. Perche' questo sia possibile occorre un team multiprofessionale che includa ingegneri biomedici, ingegneri clinici, data scientist, esperti giuristi e amministrativi. Quanto alle nuove generazioni, i nostri primi laureati di Humanitas MedTech e cioe' di una Facolta' di Medicina e Chirurgia potenziata con la parte di Ingegneria biomedica, saranno gia' nativi in questo ambito', ha concluso.
bag.
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