Sanita': Bocconi, e' priorita' degli italiani, temono inflazione come perdita benessere
Uno giovane su due prova disagio emotivo (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 mar - L'inflazione e' percepita come una perdita di benessere enorme, la sanita' resta una priorita' assoluta e il disagio giovanile e' piu' profondo di quanto credano gli adulti. Sono questi i dati piu' netti che emergono dalla survey realizzata dall'Osservatorio Monitoring Democracy dell'Universita' Bocconi in collaborazione con SWG per la terza edizione di Pact4Future 2026, dal 24 al 26 marzo. Gli italiani attribuiscono un valore equivalente a circa 1066 euro al mese a vivere in un Paese in cui 'i prezzi sono stabili e il potere d'acquisto delle famiglie rimane costante' rispetto a uno in cui 'i prezzi aumentano rapidamente e il potere d'acquisto diminuisce'. Per avere una sanita' in cui i tempi di attesa per visite ed esami non urgenti siano di 30 giorni invece di 90, la disponibilita' media e' di 520 euro al mese, che sale a 635 euro tra gli ultra-sessantacinquenni.
'L'inflazione e' percepita come una perdita di benessere enorme superiore a qualsiasi altra dimensione - spiega Vincenzo Galasso, direttore dell'Osservatorio Monitoring Democracy -. Subito dopo viene la sanita'. Sono due pilastri della sicurezza quotidiana. La domanda che emerge e' materiale, non simbolica.' Se si guarda al futuro economico, il quadro non e' rassicurante: oggi l'Italia e' al 26esimo posto nel mondo per PIL pro capite, tra vent'anni in assenza di riforme strutturali la posizione stimata dagli italiani e' il 30esimo posto.
Accanto a questo un disagio giovanile profondo, che tocca uno su due tra i giovani i 18 e i 24 anni e il 35,7% dei giovani ritiene che la scuola italiana non dedichi per nulla attenzione al benessere emotivo e relazionale degli studenti.
Quando si chiede quali cambiamenti in Italia e nel mondo spaventino di piu', la risposta e' netta: la guerra e' citata da circa un terzo degli intervistati. E' la paura dominante.Subito dopo si colloca un blocco di rischi sistemici: cambiamento climatico, qualita' della democrazia, immigrazione, criminalita', con quote tra il 7 e il 10%.
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