Patto stabilita': Ue, ora come ora non giustificata sospensione regole bilancio per guerra -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 03 apr - La Commissione, in sostanza, ritiene che in questa fase qualsiasi sostegno di bilancio che aumenti la domanda di energia non farebbe altro che aggravare la situazione attuale sia in termini di prezzi piu' elevati che di carenze di approvvigionamento e cio' in un contesto di offerta energetica limitata. Per questo la sospensione delle regole di bilancio, che limitano il deficit/pil al 3%, risulterebbe controproducente nel contesto attuale.
Nulla di nuovo in realta' rispetto e' quanto indicato una settimana fa al termine della riunione dei ministri dell'Eurogruppo i quali - su impulso italiano e greco a quanto risulta - hanno discusso della questione. Nella nota che la Commissione aveva preparato per quella riunione, veniva indicato espressamente che 'l'attivazione della clausola di salvaguardia generale o delle clausole di salvaguardia nazionali non sarebbe appropriata in questo momento'.
Il commissario all'economia Valdis Dombrovskis aveva indicato al termine della riunione dei ministri che l'Europa sta correndo 'il rischio di uno choc stagflazionistico, cioe' una situazione in cui una crescita piu' lenta coincide con un'inflazione piu' elevata'. Uno scenario che 'si verificherebbe anche se le interruzioni delle forniture energetiche fossero relativamente brevi'.
Va notato che in quei giorni Dombrovskis e' stato il solo esponente comunitario e della Ue a evocare espressamente il rischio di stagflazione, mentre gli stessi capi di stato e di governo della Ue riuniti una settimana prima a Bruxelles si erano tenuti ben lontano da evocare scenari pessimistici sulle conseguenze economiche della guerra avviata da Usa e Israele contro l'Iran. Con l'evolversi dei bombardamenti e della risposta iraniana via via le valutazioni anche europee, specie da parte delle banche centrali, si sono fatte sempre piu' preoccupate.
Dombrovskis comunque aveva indicato che una settimana fa le analisi comunitarie indicavano che la crescita economica nella Ue quest'anno potrebbe essere inferiore di circa 0,4 punti percentuali rispetto a quanto previsto nelle previsioni economiche autunnali: allora si prevedeva per la Ue una crescita del pil dell'1,4% e per l'Eurozona dell'1,2%.
L'inflazione era prevista superiore fino a 1 punto percentuale (stima di riferimento 2,1% per la Ue, 1,9% per l'area euro). Aggiungeva Dombrovskis: 'Se le interruzioni si rivelassero piu' consistenti e di maggiore durata, le conseguenze negative per la crescita sarebbero ancora maggiori. La crescita potrebbe essere inferiore fino a 0,6 punti percentuali sia nel 2026 che nel 2027.Inoltre, altri fattori potrebbero amplificare ulteriormente l'impatto economico negativo della crisi'.
In realta' la preoccupazione per il peggioramento del quadro economico continua a montare di giorno in giorno e ora si colora anche dei rischi potenziali di instabilita' finanziaria e di maggiore esposizione dei paesi ad alto debito.
Antonio Pollio Salimbeni - Aps
(RADIOCOR) 03-04-26 14:39:22 (0233) 5 NNNN