Oro: studio, peggiorano attese su ricavi Italia ma 23% imprese pronte a investire
Tra guerre e dazi export tiene(+7,8%) al netto della Turchia (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 mag - L'incertezza geopolitica, le tensioni internazionali e l'instabilita' delle politiche commerciali americane hanno spinto il prezzo dell'oro verso aumenti rilevanti (+44% nel 2025) e continui massimi storici con una quotazione media che nel primo trimestre 2026 si e' attestata a 4.877 dollari l'oncia.
E' quanto viene rilevato dall'indagine congiunta Club degli Orafi Italia - Intesa Sanpaolo. Condizionata dall'evoluzione dei prezzi della materia prima, la domanda mondiale di gioielli in oro ha mostrato un calo delle quantita' del 18% nel 2025 e ancora piu' severo nel primo trimestre 2026 quando ha segnato una contrazione del 24%, con punte del -44% negli Stati Uniti. In questo scenario, nel 2025 il settore orafo italiano 'ha mostrato una buona tenuta nei mercati esteri'. L'export si e' ridotto a 10,8 miliardi (-21%), ma e' stato penalizzato dal mercato turco, al netto del quale segna una crescita del 7,6%. In crescita (+13%) anche l'export verso gli Emirati Arabi Uniti che con un peso pari al 12% rappresentano un hub importante per l'oreficeria. Il fatturato e' diminuito del 5% con un calo del 10% nei primi due mesi del 2026 (-29% per la produzione). Rispetto all'edizione di dicembre, si osserva cosi' una maggior cautela nelle attese sull'evoluzione del fatturato: la quota di chi prevede un calo e' raddoppiata (dal 34% al 63%).
Non si modificano, invece, le attese sulla propensione a investire che sono sostanzialmente confermate con il 23% delle imprese che dichiara di aumentare il livello degli investimenti rispetto al 2025. Le principali difficolta' sono legate ai costi, in primis della materia prima (indicata dal 68%),insieme al peggioramento della domanda interna (60%) e alle tensioni geopolitiche (53%).
com-dim
(RADIOCOR) 09-05-26 16:59:28 (0348) 5 NNNN