Oberalp:'house of brands' di montagna punta a crescere a doppia cifra al 2030 - INTERVISTA -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 01 mar - D'altra parte l'M&A e' stato da sempre centrale nella strategia che in poco piu' di quarant'anni ha trasformato un piccolo rivenditore di abbigliamento e attrezzatura sportiva di Bolzano in un gruppo presente con 116 negozi e 3.500 rivenditori in oltre 60 Paesi, da Cina e Corea del Sud, agli Usa, fino al Sudafrica.
"L'Europa pesa pero' comunque per il 70% del nostro fatturato e l'Italia per il 35-40% - spiega il Ceo di Oberalp - perche' se non sei qualcuno a casa, non sei nessuno" a livello globale. Tra i mercati extra-Ue, il piu' rilevante e' quello degli Stati Uniti, dove nel 2019 oltretutto il gruppo bolzanino ha acquistato anche le scarpette da arrampicata Evolv. "Negli Usa abbiamo messo piede ben vent'anni fa e abbiamo una sede in Colorado - afferma Christoph Engl - In piu', "la clientela e' simile a quella europea". L'Asia invece "ha una cultura molto diversa". Per questo, in mercati come la Corea del Sud - "dove siamo presenti da piu' di 10 anni" -, la Cina e il Giappone, "abbiamo fatto alcuni accordi di licenza" per determinate collezioni.
Per il futuro, noi come "casa di brands di montagna, abbiamo in mente di esserci e rafforzarci in tutte le geografie dove la montagna c'e'. Dal Cile all'Argentina, ai Pirenei spagnoli fino a tutto il mondo scandinavo, agli Stati Arabi e alla Nuova Zelanda - afferma Engl - In queste aree abbiamo wholesaler che distribuiscono i nostri prodotti e vediamo crescere i nostri fatturati". Nonostante le importanti prospettive di sviluppo e la presenza di "marchi emergenti", queste geografie pero', ammette il Ceo, presentano alcune complessita', "come i diversi tassi di cambio, i lunghi tempi di spedizione e le stagionalita' inverse", con cui e' necessario "fare i conti". Parallelamente pero' "vediamo un turismo di appassionati della montagna sempre piu' internazionale" con flussi importanti verso mete come la Patagonia o la Nuova Zelanda. "Quindi la nostra priorita' e' stare li', dove avvengono questi fenomeni - afferma Engl - e dove qualcuno si puo' entusiasmare per la montagna".
Nonostante questa forte vocazione internazionale e la managerializzazione del gruppo, le radici di Oberalp rimangono ben salde nel cuore delle Dolomiti e nella famiglia Oberrauch, che detiene la totalita' delle quote della societa' e continua a guidare il gruppo, con il fondatore Heiner Oberrauch e la figlia Ruth nei ruoli di presidente e vicepresidente. Un legame che, almeno per il momento, induce il management escludere qualsiasi ipotesi di approdo in Borsa. "Noi siamo un'azienda altoatesina e arriviamo dalla cultura imprenditoriale dei masi (proprieta' a conduzione familiare dedicate all'allevamento, ndr). Ai tempi dei masi, nessuno si quotava in Borsa per comprare una mucca in piu' - spiega il Ceo Christop Engl - Quindi anche noi cresceremo solo nella misura che ci potremo permettere e, se non potremo farlo, ci ridimensioneremo".
Giorgia Colucci
(RADIOCOR) 01-03-26 14:51:24 (0293) 5 NNNN