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MUFG Bank: Le implicazioni della sentenza Usa sui dazi per l'area euro - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 26 feb - Esiste un certo rischio che la situazione possa complicarsi qualora venissero riaperti accordi precedentemente concordati, ma lo riteniamo relativamente contenuto. La Commissione europea ha chiesto 'chiarezza' e ha dichiarato di voler un 'ambiente commerciale transatlantico stabile e prevedibile'. Dal punto di vista dell'UE, questo era sostanzialmente l'accordo raggiunto la scorsa estate: accettare dazi sbilanciati per privilegiare la certezza e ridurre i rischi al ribasso. Il Parlamento europeo ha per ora sospeso la ratifica dell'intesa. Le preoccupazioni sono fondate. Nei casi in cui non vi siano esenzioni, la nuova tariffa di base statunitense del 10% si sommera' alle aliquote MFN gia' esistenti. Cio' portera' i dazi USA su alcuni beni al di sopra del tetto del 15% previsto dall'accordo della scorsa estate. Non mancheranno inoltre lamentele per il fatto che il vantaggio competitivo dell'UE si sia ridotto, dato che le esenzioni statunitensi su determinati prodotti, come le parti di aeromobili, sono ora applicate a tutti i partner commerciali degli Stati Uniti.

Si tratta di una posizione scomoda per l'UE. L'incertezza e' aumentata e il precedente accordo e' stato eroso. Tuttavia, l'UE si trova di fronte a un livello medio dei dazi statunitensi molto simile, anche qualora la tariffa di base del 10% fosse innalzata al 15%. Vale la pena rischiare un'escalation proprio quando l'economia sembra essere a un punto di svolta? Il quadro macroeconomico domestico appare piu' resiliente, ma le ragioni che avevano portato ad accettare un accordo sbilanciato restano valide. Riteniamo probabile una certa riluttanza a mettere a repentaglio quella che appare sempre piu' come una ripresa ciclica dell'industria europea e che i funzionari continueranno a spingere per la ratifica.

Dal punto di vista della BCE, non vediamo una sfida significativa alla narrativa del 'buon punto di partenza' - a condizione che si eviti un'escalation e che l'impatto sul sentiment resti limitato, come ci aspettiamo. Anzi, il rischio che la deviazione dei flussi commerciali spinga l'inflazione ulteriormente sotto il target si e' ridotto ora che diverse economie, inclusa la Cina, hanno registrato una diminuzione delle aliquote medie dei dazi statunitensi. La deviazione commerciale e' stata uno dei fattori alla base della nostra previsione secondo cui quest'anno e' piu' probabile un taglio dei tassi da parte della BCE piuttosto che un rialzo.

Pur aspettandoci pienamente una certa volatilita' nella politica commerciale statunitense durante la transizione dai dazi basati sull'IEEPA, in definitiva policymaker e operatori di mercato sono ormai abituati a questo contesto e si sentiranno piu' a proprio agio nel guardare oltre il rumore di fondo.

*Senior Europe Economist di MUFG Bank "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 01-03-26 15:37:35 (0334) 5 NNNN

 


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