Moneyfarm: azioni sotto pressione, rischio gia' scontato? - PAROLA AL MERCATO
di Richard Flax* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 07 apr - Con il protrarsi del conflitto in Medio Oriente, e' utile interrogarsi su quanto di questo scenario sia gia' incorporato nei prezzi dei mercati azionari. In particolare, l'analisi puo' concentrarsi su due elementi chiave: le valutazioni di mercato e le aspettative sugli utili. Partendo dalle valutazioni, si osserva come queste abbiano registrato un progressivo recupero dai minimi del 2022, sostenute da una crescita solida degli utili, soprattutto nel settore tecnologico statunitense, che ha rafforzato la fiducia degli investitori.
Dall'inizio delle ostilita', tuttavia, le valutazioni hanno iniziato a ridimensionarsi, avvicinandosi alle medie di lungo periodo e riflettendo un aumento delle preoccupazioni legate all'impatto del conflitto. Per un investitore con orizzonte di lungo termine, questo movimento puo' rappresentare un elemento costruttivo. Le valutazioni iniziali tendono infatti ad essere poco indicative dei rendimenti nel breve periodo, ma piu' affidabili per quelli di lungo termine: livelli di partenza piu' contenuti sono spesso associati a prospettive di rendimento piu' interessanti nel tempo.
Per quanto riguarda le aspettative sugli utili, l'anno si e' aperto con previsioni di crescita piuttosto robuste a livello globale e attese di incrementi a doppia cifra negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nell'Eurozona e nei mercati emergenti. Questo quadro ha contribuito a sostenere valutazioni superiori alla media (vedi grafico sotto).
Inoltre, nei primi mesi dell'anno si e' assistito a un ulteriore miglioramento del sentiment, in particolare nei mercati emergenti. A prima vista, quindi, il contesto attuale sembrerebbe combinare valutazioni piu' contenute e prospettive di crescita degli utili ancora solide. Tuttavia, e' importante considerare che le revisioni sugli utili tendono a manifestarsi con un certo ritardo. Analisti e imprese spesso evitano di modificare rapidamente le proprie stime in risposta a eventi geopolitici, soprattutto quando l'evoluzione degli stessi e' incerta o potenzialmente temporanea. Di conseguenza, i prezzi di mercato tendono ad adeguarsi prima delle aspettative sugli utili. In questo contesto, il forte rialzo del prezzo del petrolio rappresenta uno shock macroeconomico rilevante, con possibili ripercussioni su crescita e inflazione, soprattutto se dovesse protrarsi nel tempo. Gli effetti potrebbero estendersi a diversi comparti, incidendo su una vasta gamma di prezzi, dai carburanti ai beni alimentari fino ai componenti tecnologici e ad alcuni input produttivi critici, come l'elio utilizzato nella produzione di semiconduttori.
Le domande cruciali per gli investitori riguardano quindi la durata delle pressioni sui prezzi e sulle catene di approvvigionamento, nonche' l'entita' del loro impatto sugli utili aziendali. Al momento, e' plausibile che i prezzi dell'energia rimangano elevati piu' a lungo del previsto, con il rischio di revisioni al ribasso delle stime sugli utili.
Una parte di questo scenario sembra gia' riflessa nei prezzi di mercato, ma se tali revisioni dovessero concretizzarsi, le valutazioni potrebbero risultare meno contenute di quanto appaiano oggi. Per i portafogli, il quadro resta complesso.
L'incertezza legata alla durata del conflitto, ai danni sulle infrastrutture e agli effetti sull'economia globale rende difficile quantificare con precisione l'impatto sugli utili.
Tuttavia, il recente calo dei mercati azionari suggerisce che una parte di questi rischi sia gia' stata scontata. Le correzioni, infatti, sono rimaste relativamente contenute, indicando che gli investitori non si aspettano, almeno per ora, un impatto estremamente severo. Nelle prossime settimane, con la pubblicazione dei risultati del primo trimestre da parte delle aziende Usa, sara' possibile ottenere indicazioni piu' concrete. E' probabile che emergano segnali di maggiore cautela e che alcune stime sugli utili vengano riviste leggermente al ribasso. Alla luce di questi elementi, appare opportuno mantenere un posizionamento moderatamente prudente sull'azionario, in attesa che le aspettative sugli utili riflettano in modo piu' completo le implicazioni del contesto geopolitico attuale.
*Chief Investment Officer di Moneyfarm "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.
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(RADIOCOR) 07-04-26 11:51:26 (0270) 5 NNNN