Materie prime: Cgia, quadro 'sorprendentemente' stabile eccetto per combustibili fossili
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 mar - A quindici giorni dall'avvio del conflitto in Iran, i mercati delle principali materie prime mostrano una tenuta complessivamente solida, senza quelle impennate generalizzate dei prezzi che spesso accompagnano fasi di forte tensione geopolitica.
L'analisi delle quotazioni evidenzia infatti un quadro 'sorprendentemente' stabile. Molte delle principali commodities hanno addirittura registrato lievi riduzioni di prezzo: il nickel e' sceso dell'1,9 per cento, il rame del 2,6, il piombo del 2,7, lo zinco del 3 e lo stagno del 7,9 (vedi Tab. 1). Si tratta di segnali che indicano come le catene di approvvigionamento globali e i mercati internazionali stiano reagendo con una certa resilienza all'incertezza del contesto internazionale.
Tra le materie prime monitorate dall'Ufficio studi della CGIA, soltanto i combustibili fossili hanno mostrato forti tensioni. Il prezzo del petrolio e' salito del 45,8 per cento, mentre il gas ha registrato una crescita piu' significativa, pari al 62 per cento. In entrambi i casi gli incrementi di queste ultime due settimane sono stati superiori a quelli verificatesi dopo l'invasione russa all'Ucraina . Si tratta, si legge nella nota, di dinamiche che riflettono la particolare sensibilita' del comparto energetico agli squilibri geopolitici emersi dopo l'avvio del conflitto in Iran.
Nel complesso, tuttavia, i dati delle prime due settimane suggeriscono che l'impatto del conflitto sui mercati delle materie prime e' stato, almeno fino ad ora, circoscritto.
L'assenza di rialzi diffusi, sottolinea la Cgia, rappresenta un segnale incoraggiante per l'economia internazionale e per il sistema produttivo europeo, che almeno in questa fase non sembra esposto a una nuova ondata generalizzata di rincari delle materie prime.
com-rmi.
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