Lavoro: CsC, serve cambio di paradigma per occupazione giovanile -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 mar - Per il Centro studi Confindustria, il punto di fondo e' semplice: in un Paese che avra' sempre meno giovani, ogni giovane deve contare di piu'. Oggi pero' il sistema italiano continua a disperdere una parte rilevante del proprio capitale umano: tra ritardi nell'ingresso nel lavoro, divari territoriali, difficolta' di valorizzazione dell'istruzione e fuga di talenti. Senza un cambio di paradigma, il rischio e' duplice: una forza lavoro sempre piu' ridotta e anziana e una crescita sempre piu' debole. La sfida non e' solo aumentare l'occupazione dei giovani, ma migliorare la qualita' delle loro opportunita' lavorative, grazie a un rafforzamento delle loro competenze. E' su questo terreno che si gioca una parte decisiva del futuro economico del Paese - e su cui si misurera' l'efficacia delle politiche nei prossimi anni. In particolare, considerando che gia' entro il 2040 si prevede una perdita di circa 5 milioni di persone in eta' lavorativa, questo dato trasforma la questione giovanile in Italia in una vera emergenza economica, prima ancora che sociale. A rendere il quadro ancora piu' complesso e' la frattura territoriale.
Il mercato del lavoro giovanile in Italia e' diviso in due.
Nel Nord i tassi di occupazione dei giovani adulti si avvicinano a quelli delle principali economie europee. Nel Mezzogiorno, invece, il ritardo resta molto ampio: il divario tra Nord e Sud arriva a circa 27 punti percentuali.
E' di fronte a questa situazione che arrivano le quattro proposte. Nel dettaglio, sul fronte della formazione e' necessario rafforzare i percorsi di istruzione e formazione per garantire che le competenze in uscita siano piu' strettamente allineate alle esigenze del mercato del lavoro.
La recente riforma 4+2 va nella giusta direzione. Per quanto riguarda l'anticipo dell'incontro tra giovani e lavoro, anche attraverso apprendistato duale e tirocini, per il CsC politiche che promuovano esperienze lavorative significative gia' durante il percorso di studi possono ridurre i tempi di transizione e migliorare la preparazione reale dei giovani all'ingresso nel mondo del lavoro. In merito alle misure di sostegno, servirebbe introdurne di temporanee di supporto ai redditi giovanili, come proposto con la cosiddetta "Start Tax", che prevede una riduzione significativa dell'Irpef per i lavoratori under 35 (con estensione fino a 39 anni per chi ha seguito percorsi universitari), con l'obiettivo di rafforzare il reddito nelle fasi iniziali della carriera, aumentare il potere d'acquisto e rendere il mercato del lavoro italiano piu' attrattivo. Infine, sul fronte del welfare, accanto alle misure fiscali e formative, e' indispensabile potenziare i servizi di orientamento professionale, il sostegno alla mobilita' territoriale e l'accesso a servizi di cura e conciliazione vita-lavoro.
Fla-
(RADIOCOR) 25-03-26 10:59:48 (0283) 5 NNNN