J.P. Morgan AM: trovare valore negli Emergenti con spread debito sovrano ai minimi - PAROLA AL MERCATO
a cura del team di J.P. Morgan Asset Management (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 mag - Dopo le solide performance del 2025 e un buon avvio del 2026, le obbligazioni in valuta forte dei Mercati Emergenti hanno registrato una lieve correzione nelle prime fasi del conflitto in Iran, per poi recuperare gran parte del terreno perduto. Con l'indice EMBIGD ora scambiato ai minimi pluriennali, il Bond Bulletin di questa settimana esplora dove gli investitori potrebbero trovare opportunita' nel debito sovrano dei Mercati Emergenti.
Fondamentali La resilienza diffusa dei fondamentali dei titoli di Stato dei Mercati Emergenti consente a molti paesi di assorbire piu' agevolmente che in passato non solo gli shock derivanti dai rincari dell'energia, ma anche un rallentamento congiunturale di lieve entita'. Le riserve valutarie estere sono piu' solide di prima e diversi paesi attivi nel segmento High Yield del mercato sono inseriti in programmi del Fondo Monetario Internazionale (FMI), con la possibilita' di ricevere finanziamenti aggiuntivi. Il rischio di rifinanziamento e' generalmente piu' basso e i disavanzi fiscali sono migliorati rispetto allo shock di mercato del 2022, mentre il saldo ponderato delle partite correnti dei Mercati Emergenti (Cina esclusa) e' in avanzo, a fronte di un disavanzo nel 2022. I fondamentali, quindi, offrono un importante cuscinetto a questa classe di attivo, pur non essendo una protezione illimitata. Se il conflitto in Medio Oriente dovesse intensificarsi e protrarsi nel tempo, e' probabile che si torni a osservare una dinamica negativa dei prezzi e un allargamento degli spread in alcune aree del debito sovrano dei Mercati Emergenti. Per ora, la crisi si e' manifestata principalmente come uno shock dei prezzi (inflazione) piu' che come shock macroeconomico o di crescita. Questo e' importante per il credito dei Mercati Emergenti (in contrapposizione ai tassi di interesse dei Mercati Emergenti), che tende a essere piu' sensibile ai fattori di crescita a livello regionale e globale che ai fattori inflazionistici. Naturalmente, i titoli di Stato dei Mercati Emergenti non si sono mossi come un blocco unico. I paesi con incertezze preesistenti sul fronte delle politiche economiche o grandi importatori netti di energia (Egitto, Pakistan e Kenya) hanno risentito maggiormente dell'aumento dei prezzi. Al contrario, i paesi esportatori netti di energia, come Angola, Nigeria o anche la Colombia, hanno scambiato molto bene per gran parte della crisi. Dal massimo allargamento degli spread del 31 marzo, l'Angola scambia a circa 147 punti base (pb) in meno e il Kenya a circa 73 pb in meno. In particolare, il differenziale di rendimento del Kenya e' aumentato piu' durante la crisi di quanto si sia successivamente ridotto, rimanendo ancora relativamente piu' ampio.
Valutazioni quantitative Il recente picco di ampliamento degli spread osservato a fine marzo si e' in gran parte riassorbito. Nell'indice EMBIGD le valutazioni appaiono piuttosto elevate e sfiorano livelli che non si vedevano piu' o meno dal 2007. Tuttavia, in alcuni paesi importatori di energia continuiamo a individuare sacche di valore e vediamo opportunita' nella selezione dei titoli, in quanto le curve dei rendimenti si sono irripidite o appiattite in molti Paesi. Anche ipotizzando una risoluzione definitiva del conflitto in Iran, e' probabile che i prezzi del petrolio rimarranno piu' elevati rispetto al periodo precedente alla crisi, il che supporta il mantenimento o addirittura l'aumento dell'esposizione su alcuni paesi esportatori di petrolio che hanno gia' segnato rialzi significativi nelle ultime settimane (Angola, Ecuador).
Ulteriori opportunita' idiosincratiche saranno guidate dagli sviluppi politici (Romania, Colombia, Brasile) o dal proseguimento di programmi di riforme di maggiore portata (Argentina, Ungheria). All'interno del segmento High Yield dei Mercati Emergenti, le performance hanno mostrato una netta divergenza, con l'Angola che ha sovraperformato il Kenya. Il divario riflette in parte le diverse esposizioni sull'energia: l'Angola e' un esportatore di petrolio, mentre il Kenya e' un importatore. Una differenza simile e' emersa anche nel segmento dei titoli Investment Grade dei Mercati Emergenti, dove l'Ungheria ha sovraperformato la Romania. In questo caso il divario e' riconducibile in gran parte a dinamiche politiche, con l'Ungheria che ha beneficiato di un'opposizione politica che ha vinto le elezioni, mentre la Romania ha risentito dell'attuale crisi di governo.
Red-
(RADIOCOR) 17-05-26 13:59:56 (0294) 5 NNNN