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Iran: i governi europei cercano soluzione per sbloccare lo stretto di Hormuz -2-

Tajani, rafforzare missione Aspides, difficile estensione mandato (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 16 mar - I governi europei si stanno muovendo verso l'ipotesi di una iniziativa di carattere internazionale e di qui i contatti febbrili con l'Onu, il cui ruolo sarebbe ripescato per trovare una soluzione cooperativa di taglio globale per gestire le conseguenze delle decisioni di Usa e Israele. Kallas dice non a caso di aver parlato direttamente con il segretario Onu Antonio Guterres sulla riedizione di un'iniziativa come quella sperimentata per il Mar Nero :'Il blocco dello stretto e' molto pericoloso' perche' non riguarda solo le forniture energetiche ma anche i carichi di fertilizzanti. 'Rischiamo carenze alimentari l'anno prossimo', ha detto alla stampa.

Kallas si e' riferita una non meglio specificata 'coalizione di volonterosi' che parteciperebbero all'iniziativa sicurezza dello stretto: 'Se vogliamo garantire la sicurezza in questa regione, l'approccio piu' semplice sarebbe quello di utilizzare l'operazione che abbiamo gia' sul campo, magari apportando qualche piccola modifica', ha detto Kallas, aggiungendo che 'si parla a tal proposito di una coalizione di volontari, ma dobbiamo anche valutare cosa ci permetterebbe di riaprire lo Stretto di Hormuz il piu' rapidamente possibile'.

Gli europei si trovano ancora una volta sotto la minaccia di Trump, che ha minacciato un 'futuro molto brutto' per gli alleati Nato se gli Usa non venissero aiutati in questa fase.

Da un lato il presidente americano usa la minaccia per far deviare l'attenzione sul fatto che gli Stati Uniti non avevano irresponsabilmente previsto il blocco e gli effetti della guerra all'Iran su prezzi e forniture energetiche di mezzo mondo; dall'altro lato l'Europa, come ancor piu' dell'Europa la Cina, ha tutto l'interesse a trovare una via di uscita.

Forte e' la tensione politica tra Ue e Usa. Il ministro degli esteri lussemburghese Xavier Bettel ha ricordato che la Nato 'interviene nel caso in cui uno dei suoi membri venga attaccato: nessuno di noi e' stato attaccato direttamente'.

Il lituano Kestutis Budrys ha voluto mostrarsi disponibile al dialogo: 'Dobbiamo esaminare la questione e valutarla'. Il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul domenica ha dichiarato in una intervista a un'emittente nazionale di essere 'molto scettico sul fatto che un'espansione della missione Aspides nello Stretto di Hormuz porterebbe a una maggiore sicurezza" indicando che la Germania "non partecipera' a questa disputa". Oggi Wadephul si e' limitato a dire che la Nato non ha preso alcuna decisione in merito e che non ritiene possa assumersi la responsabilita' per lo Stretto di Hormuz. D'altra parte, se cio' fosse possibile, questo il suo ragionamento, lo avrebbe gia' deciso.

L'Italia e' cauta: il ministro degli esteri Tajani ha indicato ai giornalisti che 'e' favorevole' a rafforzare la missione europea Aspides e la missione Atalanta pero' considerato che allargarne il mandato allo stretto di Hormuz sia 'complesso': 'Si tratta di missioni con un compito anti-pirateria o difensivo'. La missione Atalanta copre il Golfo di Aden per contrastare la pirateria marittima.

L'Olanda e' cauta: il ministro degli esteri Tom Berendsen ha detto che 'mMltiPaesi del mondo osservano con preoccupazione cio' che accade nello stretto di Hormuz e in tutta la regione per cui e' logico considerare le possibilita' di cooperazione con i partner internazionali. Pero' non credo che l'invio di poche navi possa risolvere il problema".

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 16-03-26 12:44:37 (0284) 5 NNNN

 


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