Iran: a Parigi riunione dei 'volontari' per sicurezza stretto di Hormuz - FOCUS
Forse ci sara' anche Cina. Attesa dichiarazione Macron-Meloni-Merz-Starmer (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Parigi, 17 apr - Mentre i mercati azionari europei restano cauti ma positivi, in attesa di segnali precisi sui negoziati tra Stati Uniti e Iran e perfino i prezzi del petrolio hanno ripreso la discesa in Asia, a Parigi si riuniranno nel primo pomeriggio i massimi responsabili politici di circa trenta Paesi per fare il punto sull''iniziativa per la navigazione marittima nello stretto di Hormuz'. In sostanza, si tratta della missione dei 'volontari' per garantire la sicurezza del traffico marittimo nello stretto dal quale passa una quota rilevante del commercio di petrolio, gnl, fertilizzanti, zolfo, elio, il cui blocco a causa della guerra condotta da Usa e Israele contro l'Iran sta provocando quella che l'Agenzia internazionale dell'energia ha definito 'la piu' grande minaccia alla sicurezza energetica della storia'.
Alla riunione di oggi il grosso dei partecipanti si connettera' da remoto nelle rispettive capitali, all'Eliseo ci saranno ospiti di Macron il premier britannico Starmer, il cancelliere tedesco Merz e la premier italiana Meloni, che in questa fase ha deciso di apparire piu' 'volontaria' che mai, dopo le recenti prese di distanze dalle ultime mosse del presidente americano Trump. Per la premier partecipare in prima persona e non da remoto alla riunione di oggi e' un segnale politico preciso che certamente ha risvolti di politica interna (dopo la sconfitta nel referendum sulla riforma della giustizia) oltreche' di posizionamento politico in Europa.
Fonti francesi indicano che ci si attende al termine della riunione una dichiarazione alla stampa dei quattro leader europei. Non solo: la lista dei partecipanti sara' diffusa al termine della riunione e viene indicata la partecipazione di Australia, Canada, America Latina, Giappone e Corea del Sud Si vocifera che alla fine potrebbe partecipare in qualche forma anche la Cina e' questa sarebbe una novita' assoluta.
D'altra parte, prima della guerra all'Iran la Cina importava 1,3-1,4 milioni di barili di petrolio iraniano al giorno, pari a circa il 13% delle importazioni totali. L'import di gnl che passava dallo stretto e' pari a un quarto dell'import totale cinese di gas naturale provenienti in massima parte dal Qatar. Per quanto il mix energetico cinese sia cambiato strutturalmente, le importazioni di greggio dalla Russia siano aumentate e la Cina disponga di grandi riserve strategiche che vengono stimate coprirebbero 80 giorni, il blocco di Hormuz viene considerato una strozzatura estremamente pericolosa se protratta nel tempo.
L'obiettivo di Macro e Starmer e' garantire alla cosiddetta 'coalizione dei volonterosi' un ruolo decisivo nella sicurezza della navigazione nello stretto alla condizione preliminare che sia consolidato il cessate-il-fuoco tra Usa/Israele e Iran da consolidare perche' considerato fragile. Dopo gli strattonamenti e minacce contro l'Europa da parte di Trump, sia da parte europea che da parte dell'Asia si e' capito che la strategia dell'attesa diventa un boomerang. D'altra parte, pero', c'e' una linea di confine che i 'volonterosi' non vogliono superare sia per non piegarsi alle manovre di Trump, sempre piu' pericolosamente indecifrabile e contraddittorio, sia per non essere invischiati direttamente nel conflitto armato: partecipare all'operazione sicurezza nello stretto si' ma solo se lo stop ai bombardamenti e' consolidato. Meglio se su mandato internazionale.
"La liberta' di navigazione nello stretto di Hormuz e' una priorita' immediata, soprattutto viste le conseguenze economiche globali di questo conflitto", hanno indicato all'Eliseo. In alcuni settori si sta avvicinando il momento della vera emergenza. L'Agenzia internazionale dell'energia ha indicato che le scorte di carburante per aerei in Europa bastano solo per circa un mese e mezzo e che prossimamente si moltiplicheranno gli annunci di ulteriori cancellazioni di voli se lo stretto di Hormuz restasse ancora bloccato. Il Medio Oriente fornisce al mondo circa un quinto del carburante per aerei, i prezzi hanno superato anche i duecento dollari al barile.
Antonio Pollio Salimbeni - Aps
(RADIOCOR) 17-04-26 13:15:49 (0364) 5 NNNN